Le unioni civili, deriva antropologica irreversibile

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In questa intervista Massimo Gandolfini, neurochirurgo e organizzatore del Family Day, parla della deriva antropologica connessa all’approvazione della legge sulle unioni civili, e di come presto e facilmente si arriverà, di fatto, anche all’adozione per le coppie omosessuali.
In effetti, accanto ai meri accordi di convivenza, aperti sia alle unioni di fatto omosessuali che a quelle eterosessuali, le cd. Unioni civili approvate dal governo Renzi costituiscono in sostanza un vero e proprio matrimonio tra coppie omosessuali: basti pensare al regime introdotto in materia successoria e patrimoniale, in materia di scioglimento (con applicazione delle norme sul divorzio), e così via. La Chiesa ovviamente, dinnanzi a tale scempio, tranne qualche inutile borbottio, fa spallucce: dopo aver messo a tacere Bagnasco ed aver ignorato il Family Day (per quel che poteva valere), Bergoglio e Galantino incassano i frutti (voluti?) della loro linea “low profile” in materia, e, se possibile, rilanciano: il Papa apre infatti, proprio in questi giorni, al diaconato femminile (con l’approvazione entusiastica della Boldrini), facendo un ulteriore passo verso la protestantizzazione del cattolicesimo romano (o di quel che ne rimane).
Lo stesso Gandolfini, pur apprezzabile nel suo sforzo, pare non comprendere l’irreversibilità della deriva in atto: crede infatti realmente, come si legge nell’intervista, che Mattarella possa bloccare la legge per incostituzionalità (!) e ipotizza, altrove, un possibile referendum abrogativo: attenzione, perché la risposta delle masse adeguatamente plasmate e lobotomizzate potrebbe non essere quella voluta e, anzi, quasi sicuramente non lo sarà …

(www.huffingtonpost.it) – Qual è la parte peggiore della legge sulle unioni civili?
Il fatto che sia stata costruita come un simil-matrimonio. Viene reintrodotto dalla finestra quello che è stato cacciato dalla porta con la stepchild adoption, e cioè l’adozione dei bambini. Nel comma 20 dell’art 1 di fatto viene parificata la coppia omosessuale a quella eterosessuale, ed è chiaro che una discriminazione nell’adozione dei bambini non sarà ammessa. Questo comma aprirà insomma alla possibilità di adozione per le coppie gay e questa è la cosa che ferisce maggiormente e per noi è inaccettabile.

Vi sentite traditi dai teo-con e cioè dai vari Giovanardi, Quagliariello, Alfano, Lupi…?
Tutti i nomi citati hanno fatto una grande battaglia parlamentare, ci sono senatori e deputati che con coraggio esposti contro la fiducia. Speravamo che lo schieramento dei coraggiosi fosse più grande, specialmente nel fronte cattolico, di fatto hanno tradito il sentimento cattolico.

Parlate del Ncd? Durante l’ultimo Family Day vari esponenti del popolo delle famiglie tradizionali hanno accusato gli esponenti di Alfano al governo di preferire la poltrona ai valori cattolici.
Personalmente non ho mai espresso queste accuse. Penso che ci siano stati delle confusioni di idee e abbia prevalso l’opportunità politica rispetto ai grandi valori. Ma attenzione che i cattolici sono dappertutto, il nostro era un appello trasversale.

Vi sentite orfani di rappresentanza parlamentare?
Questo è il nostro tema all’ordine del giorno. Non abbiamo un partito che ci rappresenti davvero. Spero che il Family Day e questa brutta storia delle unioni civili approvate in barba a qualsiasi percorso democratico possano svegliare forze nuove.

Vi appellate ora a Mattarella e sperate che non firmi la legge. Nel 2007 però firmò un appello per i Dico. Perchè oggi non dovrebbe licenziare le unioni civili?
Perché Mattarella ha il compito di salvaguardare la Costituzione. Noi ci riconosciamo nella sua onestà e lealtà. La speranza è l’ultima a morire.

Se potesse parlare con Alfano e Lupi, cosa direbbe?
Se fossero stati più decisi e coraggiosi si sarebbero intestati il voto di quel popolo che sia al Circo Massimo che a San giovanni ha manifestato contro una lobby numericamente insignificante e già tutelata dal punto dei vista dei diritti civili nelle leggi già esistenti.

Cosa accadrà ora alla società italiana con la legge sulle unioni civili?
Per quanto riguarda il catechismo della Chiesa cattolica l’omosessualità viene definita un comportamento “intrinsecamente disordinato”, e anche io la penso così. Da questo punto di vista penso che la legittimazione di questo comportamento disordinato non sarà foriera di felicità e benessere. Guardiamo ai paesi gay friendly come la Francia, la Germania, gli Stati Uniti, il Canada: non possiamo certo dire che dopo l’approvazione delle leggi a favore delle coppie omosessuali abbiano aumentato il proprio tasso di felicità. Voglio ricordare che l’Italia, considerata arretrata e retriva, si trova al 27mo posto nella classifica del tanto esecrato reato di femminicidio ed è preceduta proprio dalla Francia, dalla Germania, dalla Svezia e insomma dai paesi che consideriamo un faro nei diritti delle persone.

Scusi, cosa c’entra il femminicidio con le unioni civili?
L’Italia è sempre indicata come un luogo dove la famiglia è inibitoria e conservatrice specialmente nei confronti delle donne, e invece si trova in una condizione migliore rispetto ai paesi cosiddetti avanzati. Ecco perché il varo delle unioni civili è una deriva antropologica gravissima, specialmente per i nostri figli perché le generazioni a venire verranno cresciutE con l’idea che esistono modelli diversificati di famiglia e ognuno potrà scegliere quello che vuole, in contrasto con la nostra Costituzione dove la famiglia è definita come una società naturale – e sottolineo naturale – fondata sul matrimonio. Questo con le unioni civili verrà azzerrato. Tutti i rapporti affettivi diventeranno forieri di valori, e creeranno una società disgregata che certamente non sarà felice.

Ora promettete di colpire Matteo Renzi creando una grossa campagna per il “no” al referendum sulle riforme costituzionali.
Vorrei chiarire che la mia non è una vendetta nei confronti del presidente del Consiglio, che comunque per noi ha manifestato una indole autoritaria. Non ci è piaciuta la modalità con la quale ha approvato la legge per le coppie omosessuali, senza un vero dibattito parlamentare e usando lo strumento della fiducia. Per noi si è trattato di un gravissimo vulnus alla democrazia, e temiamo che con l’Italicum sarà ancora peggio. Per questo voteremo “no” al referendum del prossimo autunno.