Anche in Austria finisce il teatrino delle presidenziali

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Ha vinto la democrazia. Contenti?
Ha vinto la democrazia. Contenti?
Meno male, anche sulle Presidenziali in Austria si tira un bel sospiro di sollievo (Gentiloni è tra i primi: sì, proprio lui, il grande amico dei Sauditi, quelli che massacrano gli yemeniti e finanziano il Daesh, ma chissenefrega). Dopo quello francese, cala pure il siparietto austriaco.
Solito cliché: un “impresentabile” della cd. destra estremista-xenofoba-antieuropeista-razzista-populista-ecc.ecc. arriva al ballottaggio delle presidenziali, tutti si spaventano, la cd. “comunità internazionale” osserva allarmata, le “forze sane” della democrazia si coalizzano per scongiurare l’’incubo e… … puff! Al ballottaggio tutto finisce per il meglio. Stavolta pure con la simpatica variante dei voti per posta che salvano l’’Austria dalla catastrofe. Si spengono i soliti riflettori, la valvolina di sfogo viene richiusa fino al prossimo “sfiato” e…… tutti felici e contenti!
La sfida fino all'ultimo... decisa dai voti "per posta"
La sfida fino all’ultimo… decisa dai voti “per posta”

(www.repubblica.it) – VIENNA – È stato il voto per corrispondenza a ribaltare l’esito delle presidenziali austriache, dopo il testa a testa di ieri. E il verdetto è arrivato. Secondo i dati del ministro dell’Interno, Wolfgang Sobotka, Van der Bellen è il nuovo presidente del Paese: ha vinto con un vantaggio di 31.026 voti (50,3%), Hofer ha ottenuto il 49,7%. L’affluenza è stata record, del 72,7%. In Austria su poco più di sei milioni di elettori, sono circa 900.000 le persone (il 14% del corpo elettorale), che avevano chiesto di votare per corrispondenza a questo scrutinio. L’appuntamento elettorale austriaco è stato seguito da vicino in Europa, sullo sfondo di una montata di populismi e di estreme destre acuita dal timore del multiculturalismo dovuto all’arrivo di migranti dal medio oriente. E con il timore di veder sorgere un muro al Brennero. Per  il cancelliere austriaco socialdemocratico, Christian Kern, “queste elezioni hanno un vincitore, ma certamente non hanno sconfitti”. La notizia della vittoria di der Bellen è stata accolta positivamente in Europa e In italia dove diversi leader politici – tra cui il ministro degli Esteri italiano – hanno esplicitamente parlato di “sollievo”.

In Europa tutti felici e contenti
In Europa tutti felici e contenti

Hofer, la sconfitta su Facebook. Hofer ha affidato a un post su Facebook il messaggio politico della sua sconfitta. Ai suoi elettori, ha detto: ” Cari amici, vi ringrazio per il vostro grande sostegno. Naturalmente oggi sono triste. Avrei volentieri servito come cancelliere federale il nostro magnifico Paese. Vi rimarrò fedele e continuerò il mio impegno per un futuro positivo dell’Austria. Per favore non scoraggiatevi, l’impegno per questa campagna elettorale non è perso, ma è un investimento per il futuro. Vostro Norbert Hofer”. Con questa sconfitta di misura, lo Fpoe realizza tuttavia il suo miglior risultato ad uno scrutinio nazionale, capitalizzato sulla crisi migratoria che ha visto 90.000 persone chiedere asilo nel Paese alpino nel 2015, pari all’1% della popolazione. Conformemente alla tradizione in Austria, nessun partito aveva dato precise consegne di voto, ma numerose personalità, fra cui dei membri dei partiti socialdemocratico e conservatore al potere, avevano indicato che avrebbero sostenuto Van der Bellen.

La rimonta di der Bellen. Van der Bellen, ex professore universitario di 72 anni, di orientamento liberale e centrista. Per dieci anni a capo dei Verdi, sotto la cui guida è diventato il quarto partito, è chiamato a diventare il primo candidato verde ad essere eletto alla massima carica dello Stato austriaco e il solo in Europa attualmente. Accreditato con il 21,3% dei voti al primo turno, nettamente indietro rispetto a Hofer, Van der Bellen ha beneficiato di una aumentata partecipazione elettorale e dei voti dei partiti tradizionali che avevano subito una storica sconfitta al primo turno delle presidenziali ad aprile.

Mattarella: “Nostri Paesi modello di integrazione”. Il capo dello Stato, Sergio Mattarella, ha inviato un messaggio al presidente federale eletto della Repubblica d’Austria. “Sarò particolarmente lieto – ha scritto Mattarella a der Bellen – di poter collaborare con lei per il bene comune dei nostri due Paesi e del nostro Continente, certo che anche in futuro Austria e Italia continueranno a rappresentare un modello di progressiva integrazione nel segno del comune disegno europeo”.

Poteva davvero vincere "il mostro"?
Poteva davvero vincere “il mostro”?

Gentiloni: “Vittoria der Bellen buona notizia”. “La vittoria di Van der Bellen è una buona notizia, e siamo molto contenti anche per i riflessi che questo avrà nelle relazioni bilaterali tra i nostri due Paesi”, ha dichiarato il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni. “Il voto che in Austria ha diviso a metà l’elettorato, ha aggiunto il titolare della Farnesina, “è un po’ una lezione per i partiti tradizionali che forse, in questa vicenda, hanno un po’ troppo seguito le spinte di strumentalizzazione della questione migratoria“. “Ovviamente – ha sottolineato – ci sono preoccupazioni culturali e politiche causate dal fatto che l’Austria, a prescindere dai risultati delle elezioni, sarà un Paese politicamente diviso in due. Suppongo che la cooperazione con le autorità austriache continuerà a prescindere dai risultati”.