In memoriam | Leon Degrelle

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Leon Degrelle

15 Giugno 1906

Il mondo risulta sempre più attirato dalle gioie banali, materiali, o semplicemente animali. Si raccoglie in sé stesso, per conservare o acquistare il massimo. Ciascuno vive per sé, lascia che la sua vita in casa, in seno alla società sia dominata da quell’egoismo costante che ha convertito gli uomini in lupi pieni di odio, inaspriti, cupidi, o in corrotti residui umani.
Noi usciremo fuori da questo decadimento solo attraverso un’immensa rettificazione morale, reinsegnando agli uomini ad amare, a sacrificarsi, a lottare e a morire per un ideale superiore”. In un secolo in cui si vive soltanto per sé, occorrerà che centinaia, migliaia di uomini non vivano più per se stessi ma per un ideale comune, disposti sin dall’inizio a sostenere per esso tutti i sacrifici, tutte le umiliazioni, tutti gli eroismi. Contano soltanto la fede, la fiducia ardente, l’assenza completa di egoismo e di individualismo, la tensione di tutto l’essere verso il “servizio” – per quanto ingrato possa essere, ovunque esso si svolga -, il servizio di una causa che va al di là dell’uomo, e che esige da lui tutto, senza promettergli nulla. Contano soltanto le qualità dell’anima, le sue vibrazioni, il dono totale, la volontà di tener alto al di sopra di tutto un ideale, nel disinteresse più assoluto. Giunge l’ora in cui, per salvare il mondo, vi sarà bisogno del pugno di eroi e di santi che faranno la Riconquista.

(Militia, Leon Degrelle)