Vasco, la resistenza e Daesh: un valanga di sterco

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Ogni giorno che passa le capacità cognitive (già alla nascita limitate) di Vasco Rossi diminuiscono. Ora, l’idolo moderno che non si regge in piedi dice che contro Daesh occorre agire come fecero i partigiani contro le gloriose forze dell’Asse. Bene, signor Rossi, alcune domande: sai che i partigiani si nascondevano sulle montagne e non affrontavano faccia a faccia il loro ‘presunto’ nemico? Pensi sia utile affrontare così Daesh? Tu cosa pensi di fare se scoppia la guerra? Continui a blaterare versi di fronte al microfono? Daesh sarebbe terrorizzata…

vasco(www.repubblica.it) – Non è un concerto, è un ruggito, fiero e prolungato, il ruggito di un vecchio leone che è stato ferito, che ha rimarginato le sue ferite e che oggi si sente più forte che mai.

Un ruggito che parte dal piccolo stadio di Lignano (ventimila spettatori per la data zero) e che arriva dritto e potente fino a Roma dove questa settimana lo aspettano quattro epici giorni da record allo stadio Olimpico (il 22, 23, 26 e 27 giugno).

La faccia di Vasco che i quattro schermi rimandano ingrandita e dettagliata è pulita, serena, ringiovanita. “Ringiovanito? Ho fatto un patto col diavolo, ovvio” racconta divertito dopo il concerto, “è che dovendo per forza fare una vita sana… ho avuto qualche ultimatum, capirete… un po’ due palle, sono anche un po’ spaesato, vedo più cose, forse pure troppe, prima stavo più tranquillo, però ho un’energia diversa, ho voglia, adesso non mi fermo più”.

IVasco_Rossil concerto viaggia alto, forte, spedito come un jukebox concepito come un regalo ai fan, con tutto quello che ci deve essere, ma anche tanti e ripetuti messaggi sul rinascere, sul sopravvivere, che del resto è uno dei temi fissi del canzoniere del Blasco: “Facciamo bene perché è sabato sera perché siamo vivi, domani chissà, te le prendi la responsabilità?” canta in L’uomo più semplice , e poi ribatte con Quante volte , “Quante volte ho pensato è finita, poi mi risvegliavo il lunedì”, questo lui vuole dire al suo popolo, non bisogna avere paura, tutti possono farcela.

Lo urla alla fine del concerto, basta con la paura, non ci facciamo fottere e poi ribatte dopo il concerto con parole che lasciano senza fiato: “I terroristi dell’Is vogliono instillare la paura, ma noi non dobbiamo cedere, non possiamo rinunciare a quello che abbiamo conquistato, sono morte migliaia di persone durante la Resistenza per la nostra libertà. Tutti, anche oggi, dobbiamo anche essere disposti a morire per questo”.