Donazione (interessata) degli organi: l’ultima aberrante strategia targata Apple

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A guest takes a photo of the Apple logo at the Apple Worldwide Developers Conference in the Bill Graham Civic Auditorium, Monday, June 13, 2016, in San Francisco. (ANSA/AP Photo/Tony Avelar)

Prima ti creano falsi bisogni (comprarti un iPhone). Poi ti inculcano l’ossessiva mania di controllare tutto e tutti (p. es. app che sono in grado di monitorare battiti, calorie, km percorsi). Adesso, l’ultima frontiera è darti una app che ti aiuterà nella donazione dei tuoi organi. Organi che entreranno in una classifica, visto che di fatto ve li hanno monitorati mentre tu pensavi solo a perdere qualche chilo o a farti una passeggiata. E dopo la selezione e la classificazione subentrerà un sempre più palese mercato degli organi che, alla luce del sole, in nome di un falso buonismo post-mortem, alimenterà il più titanico e aberrante sogno dell’uomo moderno: farsi ‘dio’ e vivere in eterno.

(www.repubblica.it) -Sarà necessario essere iscritti al registro nazionale dei donatori di organi per esercitare l’opzione attraverso la app Salute. Un’opzione inizialmente disponibile solo negli Stati Uniti. Così Apple intende ”spingere” sulla donazione di organi, “un problema serio”, spiega il Ceo di Cupertino Tim Cook ricordando che il problema ”colpì anche Steve Jobs – scomparso nel 2011 – nel 2009 quando ci fu una lunghissima attesa per procedere con il trapianto di fegato”. Allora Cook si offrì di donare una parte del suo fegato, ma Jobs rifiutò, per poi sottoporsi all’intervento nel 2009.