Saviano: “Dare asilo ai golpisti turchi”. Perché?

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Parafrasando l’antico adagio “Il nemico del mio nemico è mio amico”, potremmo dire che l’amico del mio nemico, è mio nemico anch’esso. Che, tradotto, significa che gli amici di Saviano (in questo caso i golpisti turchi) sono anch’essi nostri nemici, almeno se dovessimo credere alla narrazione dei fatti di Saviano. Per il giornalista napoletano, infatti, i golpisti erano in piazza per costituzione, democrazia e diritti, tanto da arrivare a non voler aprire il fuoco sulla folla. Una mancanza di determinazione che, secondo Saviano, ha permesso ad Erdogan di fermare il golpe. Ma, in uno scenario ancora difficile da decifrare, ed ancora troppo caldo, risulta difficile dire chi e cosa fa parte dei “buoni” e chi dei “cattivi”. Probabilmente nessuno perché, se l’alternativa al pseudo-islamismo nazionalista di Erdogan sono i carri armati che scendono in piazza per i diritti e la democrazia, allora in Turchia non abbiamo “amici” ma, solo “nemici”.saviano (1)