Attacco chimico in Siria, non fu Assad

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Ricordate l’attacco chimico di Ghouta, in Siria, dell’agosto 2013? A poche ore dalla strage, nessuno (in Occidente) aveva il minimo dubbio sul colpevole: Bashar Al-Assad, il “dittatore” siriano che ammazza il suo popolo col gas nervino. E gli USA non persero un istante a mettersi sul piede di guerra, salvo poi fermarsi grazie all’azione mediatrice della Russia di Putin, che propose la consegna dell’arsenale chimico siriano. 
A tre anni di distanza, è ora di riscrivere la storia. Un rapporto del Massachussetts Institute of Technology ribalta le verità fino ad oggi propinateci: a lanciare il missile furono i “ribelli” sostenuti dagli americani e non l’esercito regolare siriano. Il castello di carta sta per crollare, come le menzogne su cui è fondata questa sporca guerra! 

(www.rainews.it) – Anche il Mas­sa­chus­setts Insti­tute of Tech­no­logy mette in dubbio la versione dell’amministrazione Obama sull’attacco chimico di Ghouta, in Siria, del 21 agosto 2013. Il MIT infatti ha pubblicato un nuovo rapporto dal titolo ‘Le pos­si­bili impli­ca­zioni degli errori dell’intelligence sta­tu­ni­tense riguardo all’attacco al gas ner­vino del 21 ago­sto 2013’ che contraddice nei dettagli il governo statunitense. In quella occasione infatti la Casa Bianca aveva indicato il presidente Assad come responsabile dell’attacco ma Richard Lloyd (ex ispet­tore Onu sugli arma­menti) e Theo­dore Postol (docente di Scienza, Tecnologia e Sicurezza Nazionale Politica) sono giunti a conclusioni diverse.

Per i due studiosi infatti la git­tata del mis­sile rudi­men­tale tro­vato dagli ispet­tori Onu non poteva essere supe­riore ai due chi­lo­me­tri e considerando la mappa delle forze in campo sul territorio siriano in possesso di Washington il 30 agosto, il punto da cui era partito il missile si trovava nelle aree controllate dai ribelli jihadisti che stanno combattendo Assad. Un risultato che conferma, secondo Lloyd e Postol, la possibilità che parte dell’amministrazione americana volesse utilizzare delle informazioni ‘sbagliate’ per convincere il Congresso ad autorizzare un intervento militare contro il governo di Damasco. A settembre infatti si era arrivati ad un passo dai bombardamenti ma poi la proposta russa sulla consegna alla comunità internazionale dell’arsenale chimico di Assad aveva fermato Obama e lasciato spazio alla diplomazia.

Clicca qui per leggere il rapporto del MIT

Certo è che il documento del MIT fornisce un’informazione in più rispetto al rapporto finale delle Nazioni Unite sulle armi chimiche in Siria consegnato al segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon lo scorso dicembre. Per gli ispettori guidati dallo svedese Ake Sellstrom infatti, a Ghouta è stato riscontrato l’uso di armi chimiche (in particolare gas sarin) “su scala relativamente larga nei confronti dei civili, tra cui bambini” ma nella relazione nessuna indicazione dei responsabili perché questo compito era escluso dal mandato degli esperti.