Fascismo o Plutocrazia – recensione del libro di G. Solaro

116

Fascismo o plutocrazia di Giuseppe Solaro, a cura di F. Vincenti

fascismo o plutocrazia giuseppe solaroGià autore di Giuseppe Solaro, il fascista che sfidò la FIAT e Wall Street, Fabrizio Vincenti ha curato nuovamente per edizioni Eclettica questa raccolta di articoli, dello stesso Solaro. Ma facciamo un passo indietro, è necessario.

Riscoperto solo da poco, soprattutto grazie a queste due opere di Vincenti, Solaro si rivela come una delle figure più affascinanti e, diremmo, in maniera molto fascista, “ardite”, di quella gioventù – d’anagrafe e di spirito – che, già uscite dal vivaio della Scuola di Mistica Fascista, avrebbero poi dovuto avere un posto nella futura classe dirigente. Il curatore di quest’opera, avendoci già dato con quella che la precede la possibilità di conoscere il personaggio indirettamente, ora ci pone in mano i suoi scritti, ben quarantotto, che ci permettono di incontrarlo dal vivo, di viverne le idee e le ispirazioni.

Solaro non era un intellettuale disimpegnato e distante, né un militante improvvisatosi economista: le umili origini, i seri studi economici universitari, la militanza nei GUF e nella Scuola di Mistica Fascista e la partenza come volontario alla Guerra di Spagna sotto le insegne della MVSN forgiarono una personalità dalla semplicità e dall’asciuttezza guerriere, ma anche dalla perizia e dalla competenza tecnica elevate, testimoniate dalle numerosissime collaborazioni con i maggiori quotidiani del tempo (raccolte appunto in quest’opera) e dalla fondazione del Centro Studi Economici e Sociali. Fu anche (l’ultimo) federale di Torino con il favore di Alessandro Pavolini, compito che oltre a dimostrare la sua caratura e la considerazione di cui godeva nonostante la giovane età, gli diede anche il “privilegio” dell’esecuzione da parte dei traditori della Patria, a soli trentun’anni.

01 _ Solaro mentre viene condotto al luogo dell'esecuzione

Non ce ne voglia il curatore, ma forse il sottotitolo dato all’opera, “Gli scritti economici di un fascista di sinistra”, trae in inganno non rendendole giustizia. Questa raccolta è infatti molto di più, il lavoro che egli è riuscito a fare è molto più grande. Non è un qualcosa di esclusivamente tecnico (per quanto costantemente Solaro dimostri un’elevatissima competenza in materia), una raccolta destinata solo agli addetti ai lavori, ma, al contrario, queste parole testimoniano, in maniera focosa, l’aderenza ad una visione del mondo viva e pulsante, espressione chiara di quell’insieme di valori chiamato Tradizione. Sono le parole di un uomo integrale, completo, dell’uomo cui auspicava il Fascismo: Solaro era economista, era guerriero, era padre di famiglia. Ma soprattutto era un poeta, di un mondo che anche nell’economia e nel sociale trova per forza una sua declinazione, perché al contrario sarebbe monco.

03 - Solaro pochi istanti prima dell'esecuzioneQuest’opera testimonia la visione d’insieme e la lungimiranza di vedute che egli possedeva, negazione di ogni settorializzazione del sapere e della cultura asetticamente tecnica tipica delle società capitaliste e liberali, in cui ognuno è ingranaggio. Il suo sapere e la sua cultura sono invece militanti: messi al servizio dell’Idea; così lui descriveva un’economia alle strette dipendenze della politica, per una nobile ricerca di quella giustizia che testimonia la forza “spirituale” di cui il Fascismo era carico. Lo stesso Fascismo che però, come Solaro stesso denunciava, doveva essere epurato dai suoi elementi ormai stanchi, ingolfati, imborghesiti e carrieristi. Egli era cosciente che non poteva attuarsi nessuna riforma, nessun programma, se non fossero stati degli uomini nuovi ad animarlo, onesti, pronti a tutto, animati da spirito di sacrificio e di servizio; coscienza che dopo il vergognoso 25 luglio ’43 si fece in lui un dogma ed un monito, dimostrata dagli scritti con cui incitava la popolazione italiana a resistere, a combattere, a morire per questo nuovo ordine europeo.

Affascinante l’attualità delle sue posizioni, che contrappongono l’Autarchia al capitalismo ed allo strapotere finanziario, declinandola a seconda delle condizioni particolari dei luoghi e dei popoli nelle diverse zone dell’Europa all’indomani della vittoria bellica dell’Asse. Egli disegnava un continente diviso in macro-aree autarchiche che avrebbero cooperato tra loro, un continente economicamente indipendente che garantisse a tutti i suoi abitanti la dovuta dignità sociale, strappatagli dai regimi liberali e socialisti della stra-ricchezza dei pochissimi contro la miseria dei molti. Prospettava un sistema di stati autarchici in cui venisse meno il rapporto valuta cartacea-oro a favore di quello della valuta commisurata al potenziale produttivo del popolo stesso e che sulla base di questi nuovi paradigmi si sarebbero dovuti impostare i rapporti transoceanici, in particolare con gli Stati Uniti d’America. Un’Europa che si contrappone nettamente a quella che infine prevalse, espressione della grande finanza, regina di una schiavitù anonima, che Solaro identificava nella visione del mondo propria della Gran Bretagna: per lui l’antifascismo per antonomasia.

Ecco l’attualità di Solaro e del Fascismo, la cui visione viva e non dogmatica dell’economia distrugge nei fatti le dogmatiche liberali e marxiste. Questa è semplice e pragmatica, efficacemente realista, in cui i princìpi fondanti di equità, giustizia e dignità vengono costantemente declinati: “questi concetti non sono ancorati a formule dogmatiche immanenti, ma devono essere suscettibili di adattamenti per armonizzarli con la realtà, con le diverse esigenze geografico-politico-economiche dei vari Stati”, ci dice Solaro stesso.

04 - Solaro al suo tavolo di lavoro, come federale di TorinoUn altro aspetto molto interessante di questo libro è che dà la possibilità, avendo direttamente in mano le fonti dell’epoca, di smascherare alcune delle menzogne portate avanti dalla storiografia faziosa. Ne è un esempio l’idea che la Germania, dopo la sua vittoria, avrebbe imposto Berlino come una nuova Londra sull’Europa, foriera di un pan-germanismo tanto becero quanto irreale, mentre nelle parole dei protagonisti del tempo si scorge un già matura coscienza europea ed “imperiale” in cui i molti, forti delle loro differenze, lavorano sinergicamente per un fine comune, così un articolo citato del “Frankfurter Zeitung” del 14 agosto del 1940: “Non abbiamo fatto questa guerra per capovolgere il mondo e mettere la Germania al posto dell’Inghilterra”.

Era un vecchio mondo che doveva essere demolito al posto del quale ne sarebbe stato costruito un altro i cui mattoni sarebbero stati poggiati sulle fondamenta di valori eroici ed aristocratici, tra i quali la Giustizia  e l’Eroismo. E se è normale rimpiangere, forse commuoversi, pensando ad una vittoria che si è sfiorata con un dito – per un nuovo sole che tarda a sorgere, ma che non potrà non farlo – da oggi Solaro ci dà una nuova motivazione per non abbandonare mai questa guerra, così porteremo tra le nostre schiere anche il suo spirito, reso immortale dal suo stesso esempio.

PER ACQUISTARE IL LIBRO, CLICCA QUI!