“USTICA”(2016) – recensione del film di Renzo Martinelli

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il_messaggero_dc9-itavia_usticaPer 35 anni ti hanno nascosto la verità, e non sarà certo un film a svelarla.

Infatti la pellicola scritta e diretta da Renzo Martinelli, che vedremo insieme da RAIDO il 30 settembre , illustra semplicemente la “quarta ipotesi”, la tesi secondo la quale vi fu una collisione in volo tra un aereo militare statunitense e il DC9 italiano poi inabissatosi nelle acque di Ustica. Il caccia Usa, assieme ad un velivolo omologo, secondo la ricostruzione stava inseguendo un Mig libico, il quale era in viaggio dalla Iugoslavia verso la Libia nascosto ai radar sotto la pancia dell’aereo civile.

Come accade ogni volta che si scoperchia il Vaso di Pandora della recente storia Italiana, il lungometraggio ha subito sollevato un vespaio di polemiche legate all’eccessiva romanzatura da parte del regista, accusato da una parte di aver forzato in maniera fantasiosa e strumentale la realtà dei fatti accaduti e delle evidenze investigative, dall’altra di aver inserito ed utilizzato in maniera troppo disinvolta dei riferimenti alle reali storie private di alcuni passeggeri e dei loro familiari.

Per non abbassarci al livello dei parolai di mestiere, e soprattutto ben consci che da un prodotto in qualche modo accettato dal Sistema (è stato trasmesso alla pay tv e proiettato in alcune sale) difficilmente potremmo ricevere elementi di verità e giustizia, evitiamo di assecondare tali polemiche. Preferiamo apprezzare il fatto che a quasi 40 anni di distanza si continui a parlare di una delle pagine più buie della repubblica e si cerchi ancora la verità anche tramite uno strumento potente come quello cinematografico.

ustica-locandina-piccolaDal punto di vista estetico il film è in linea con le più recenti produzioni italiane, con un buon livello di regia e montaggio e riprese a tratti ricercate. Non sgradevole il largo utilizzo della computer grafica per le movimentate scene di volo, necessario dato il budget per nulla hollywoodiano. La trama riesce ad essere avvincente e non documentaria, forse anche grazie alle “forzature” ed ai personaggi di fantasia inseriti dal regista. Per chi non ha ancora avuto modo di vederlo, verrà proiettato venerdì 30 settembre 2016 nei locali della Comunità Militante Raido, via Scirè 21-23 a Roma.

Forse per le vittime non si otterrà mai giustizia, che non appartiene a questi tempi ed a questo mondo, e forse l’Italia non conoscerà mai la verità sull’accaduto, la quale potrebbe essere già morta insieme alle poche persone che la conoscevano. Ma continuerà certamente, con tentativi come quelli di questo film, la trasmissione e la consapevolezza del fatto che l’Italia del dopo guerra, e tutta la sua storia, è caratterizzata dai suoi famosi “giri di valzer”, cioè dal modo in cui pur appartenendo all’alleanza NATO si concedeva numerosi rapporti segreti con tutti gli altri attori, “poco raccomandabili” a giudizio statunitense, del teatro mediterraneo ed europeo. Questa è la chiave per comprendere le stragi avvenute negli ultimi 70 anni nella nostra penisola, attribuite di volta in volta al più facile capro espiatorio, che hanno alle loro spalle accordi inconfessabili e relazioni di comodo necessarie a sostenere il pericoloso ruolo contemporaneo di colonia statunitense e di posizione strategica nel “mare nostrum”.

E’ per questo che, ancora una volta, USTICA CHIAMA BOLOGNA!