Fascismo o Plutocrazia – recensione (24.09.2016)

112

foto_24_09_16-conferenza-solaro

Sabato 24 settembre è ricominciato il ciclo di eventi firmato Raido con la presentazione diFascismo o plutocrazia, raccolta di scritti di Giuseppe Solaro. Si ricomincia, dunque, con la presentazione dell’ultima fatica editoriale di Fabrizio Vincenti, alla sua prima presenza presso Raido, ma già conosciuto per la sua attività giornalistica e per la precedente pubblicazione di Giuseppe Solaro. Il Fascista che sfidò la Fiat e Wall Street”.

Un opera dicevamo, quella di Fabrizio Vincenti, che assieme alla precedente ha il merito di portare finalmente all’attenzione di un vasto pubblico la breve ma fulgida vicenda terrena di un uomo che seppe incarnare al meglio le migliori qualità dell’Uomo Nuovo vagheggiato da Mussolini.

locandina-solaro-fascismo-o-plutocrazia-webSi comincia puntuali; il titolo della raccolta di scritti  – tratto dall’ultimo numero del settimanale della Federazione del PFR di Torino –  chiarisce immediatamente il pensiero di Solaro: l’unica alternativa alle grandi plutocrazie, alla schiavitù economica e all’annientamento dei popoli è il Fascismo. In questi scritti Solaro ipotizza, con incredibile lungimiranza, gli scenari futuri e le applicazioni pratiche di principi economici che rispettino  – al contrario del capitalismo –  Verità e Giustizia. Egli attacca il liberismo sul piano della ridistribuzione delle ricchezze, lo inquadra come un sistema incapace di far circolare ricchezza e fondamentalmente non equo. Denuncia già negli anni ‘40 il rischio della finanziarizzazione dell’economia e del successivo accentramento di ricchezze sempre maggiori ad un numero sempre più esiguo di individui.

Ma Solaro non fu solo un grande analista economico, propose anche numerose e innovative soluzioni per arginare il potere dei “ruminanti della ricchezza” come egli definiva i capitalisti: fu uno dei primi a vagheggiare l’idea di un Europa unita sotto il segno del fascio littorio; una redistribuzione dei territori coloniali sulla base di un’equa distribuzione delle materie prime; sostenne le teorie sulla “moneta deperibile” per scoraggiare le tesaurizzazione del denaro.

Egli fu uno di quei personaggi che smentiscono nei fatti i luoghi comuni attribuiti ai fascisti nel Dopoguerra, che li volevano succubi dei tedeschi o al servizio dei privilegiati. Giuseppe Solaro combatté sempre con le armi e con la penna il grande capitale e i nemici dell’Italia; ebbe persino attriti con i tedeschi, pur rimanendo un fedele alleato, per la sua caparbietà nell’impedire ad altri di intervenire nelle faccende italiane. Si scontrò con la Fiat, che all’epoca faceva di tutto per sabotare i piani di una rivoluzione in senso fascista.

L’incontro prosegue in tono informale stimolando un vivace confronto tra il pubblico e l’autore, il quale non lesina particolari sia sulle teorie economiche sia sugli episodi della vita di Solaro, straordinaria nella sua semplicità e dedizione all’Idea. Ancor prima di compiere 31 anni Giuseppe Solaro fu militante dei GUF, frequentò la Scuola di Mistica fascista, fu volontario nella guerra civile spagnola, si laureò in economia pur lavorando di giorno (e studiando la notte) e la sua incredibile conoscenza in campo economico lo pose tra i fondatori del Centro studi economici e sociali di Torino, fu l’ultimo federale di Torino per volontà di Pavolini in persona e fu anche padre di famiglia.

01 _ Solaro mentre viene condotto al luogo dell'esecuzione

Nel 1945, rifiutandosi di lasciare scoperto il suo posto, rimase a Torino e venne catturato assieme ad altri tre camerati da bande partigiane, che con un processo sommario lo condannarono a morte per impiccagione. Incredibili sono le foto precedenti l’esecuzione che mostrano il volto impassibile di Solaro di fronte alla morte; una nobiltà e una fierezza nell’affrontare il suo destino che hanno del sovrannaturale, e che mostrano la caratura spirituale di uno dei più grandi esempi che il Fascismo ha saputo regalarci. Venne impiccato due volte, poi trasportato per la città come un trofeo, quindi gettato da un ponte e crivellato di colpi. La barbarie inaudita con cui si accanirono sul corpo di Solaro è il segno che uomini come lui generano una paura primordiale nei piccoli uomini, perché sono come uno specchio entro cui guardare le proprie debolezze e meschinità.

È difficile pensare a come un personaggio come Solaro sia rimasto pressoché sconosciuto fino a pochi anni fa, soprattutto nell’ambiente politico della cosiddetta Destra che di figure di tale nobiltà abbisogna oggi più che mai per ispirare la propria azione quotidiana in un mondo dominato dal caos. Tuttavia, ciò che conta è che per qualcuno egli sarà lo stimolo per gettare il cuore oltre l’ostacolo, senza cedere ai compromessi che il mondo moderno offre e che Giuseppe Solaro scelse di rifiutare fino alla fine.

C’è tempo infine per un rinfresco organizzato dalle ragazze del Cuib Femminile di Raido e per darci appuntamento al prossimo evento il 30/9 per la proiezione del film “Ustica”.

In alto i cuori!