Quattro Chiese violate a Roma

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Un misterioso ghanese in preda ad una furia iconoclasta (peraltro dichiarata) entra in quattro chiese di Roma, distruggendo crocifissi, statue sacre, candelabri, oggettistica varia. Squilibrato? Forse sì, forse no, ma non ha importanza: la Bestia si serve per i propri scopi di qualunque mezzo, e persone mentalmente instabili possono essere talvolta gli esecutori migliori. E non è certo la prima volta che statue raffiguranti la Vergine, statue raffiguranti santi o sante e crocifissi vengono distrutti, oltraggiati, violati, a Roma, ma non solo: e il fenomeno è sempre più frequente.
Qualche parroco celebrerà dei riti di riparazione nelle Chiese violate? Dal Vaticano arriverà qualche parola, o qualche gesto simbolico? Ricordate quanto scrivemmo proprio pochi giorni fa circa gli effetti su un piano sottile di azioni e fatti di un certo tipo, che sono sistematicamente reiterati proprio nella Città Eterna, alimentando un processo di decadenza che non sembra conoscere fine. Morfologia sacra dei luoghi violata, piano psichico alterato. Roma è sotto assedio, ma nessuno, soprattutto chi dovrebbe, sembra rendersene conto. O forse, se ne rende fin troppo conto.
Il video mostra immagine vergognose, per cui ne riportiamo solamente il link, con il solo monito di non farsi “sporcare l’anima” da queste immagini orribili.

(www.ilmessaggero.it) – Come una furia, è entrato in quattro chiese del centro storico di Roma e ha distrutto statue antiche, crocifissi, candelabri. Un danno incalcolabile dal punto di vista artistico. Alla fine, probabilmente quando si stava attrezzando per fare la quinta incursione è stato arrestato dalla polizia. Il vandalo è un cittadino ghanese di 39 anni, con precedenti penali, che risiede in modo regolare nel nostro paese. 

L’uomo dovrebbe avere agito in preda alla follia anche se si è comportato in modo lucido, da devastatore seriale, con un comportamento selvaggio, spaventoso, sacrilego. Ha danneggiato l’interno di due chiese ieri sera per poi, stamattina, danneggiare gli oggetti d’arte di altre due basiliche. Alle 10.30, l’equipaggio di una ”volante” l’ha avvistato su un tratto di via di Ripetta e l’ha arrestato. Lui era vestito con una maglia sportiva e le sue descrizioni erano note agli equipaggi che hanno passato al setaccio il centro storico.

Come una furia, è entrato in quattro chiese del centro storico di Roma e ha distrutto statue antiche, crocifissi, candelabri. Un danno incalcolabile dal punto di vista artistico. Alla fine, probabilmente quando si stava attrezzando per fare la quinta incursione è stato arrestato dalla polizia. Il vandalo è un cittadino ghanese di 39 anni, con precedenti penali, che risiede in modo regolare nel nostro paese. 

 

L’uomo dovrebbe avere agito in preda alla follia anche se si è comportato in modo lucido, da devastatore seriale, con un comportamento selvaggio, spaventoso, sacrilego. Ha danneggiato l’interno di due chiese ieri sera per poi, stamattina, danneggiare gli oggetti d’arte di altre due basiliche. Alle 10.30, l’equipaggio di una ”volante” l’ha avvistato su un tratto di via di Ripetta e l’ha arrestato. Lui era vestito con una maglia sportiva e le sue descrizioni erano note agli equipaggi che hanno passato al setaccio il centro storico.

Il primo ”raid” è delle 19.10 di ieri nella basilica di San Martino ai Monti, all’Esquilino. L’uomo, dalla corporatura massiccia, è entrato e ha spaccato una statua raffigurante Sant’Antonio con il Bambinello. Poi, a distanza di pochi minuti, erano le 19.40, si è materializzato nella basilica di Santa Prassede dove ha danneggiato altre due statue alte due metri buttandole giù dal piedistallo con le mani. 

E’ stato il parroco a dare l’allarme. Le ricerche erano in atto, quando stamattina lo straniero ha colpito ancora nella chiesa di San Vitale, in via Nazionale, distruggendo un crocifisso dopo averlo staccato dal muro per poi danneggiare una statua del ‘600 e dei candelabri che erano sull’altare. Poi, è stato libero di distruggere un’altra statua nella chiesa di San Giovanni che si affaccia in piazza dell’Oro. Alla fine il cerchio degli investigatori si è stretto ed il ricercato è finito in manette.