La Conquista di Berlino | recensione

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joseph-goebbels-nazionalsocialismoIn preparazione della presentazione di sabato, andiamo a conoscere meglio il libro di J. Goebbels finalmente ristampato: La Conquista di Berlino.

Questo libro non ha bisogno di presentazioni. Sicuramente però la sua pluridecennale assenza dagli scaffali delle librerie ed il conseguente “mito” venutosi a creare intorno a questo testo cult, divenuto reperibile nel migliore dei casi in sbiadite fotocopie, e la cui fama rese insufficienti anche le poche copie che offrì, qualche anno fa, l’edizione anastatica, impone di dedicare queste brevi righe alla sua nuova edizione, sempre targata Ar.

goebbels-la-conquista-di-berlinoLa conquista di Berlino è uno di quei libri che ha segnato un’intera generazione politica, più precisamente quella che, alla fine degli anni ’70, si apprestava ad entrare nella fase più critica della cosiddetta strategia della tensione.

Per chi non lo conoscesse, diciamo subito che il libro non contiene una semplice narrazione dei primi anni di vita del NSDAP a Berlino, bensì coniuga in una sintesi perfetta, la cronologia della genesi e dell’ascesa del movimento nazionalsocialista nella capitale del Reich ad un intento quasi manualistico, poiché finalizzato alla costruzione del perfetto rivoluzionario, cioè del vero soldato politico, concezione che fu formulata proprio da J.Goebbels, che individuava così un nuovo di tipo di militante: pronto a sacrificare e mettere in gioco tutto per la vittoria finale, in nome di una calda e glaciale impersonalità attiva.

Il genio politico di Joseph Goebbels raggiunge a tratti in quest’opera un «ostinato proletarismo», per usare le stesse parole contenute nella nota dell’editore apparsa già nella prima edizione, che sembrerebbero porlo in netta antitesi ad ogni discorso relativo al più basilare concetto di èlite e di rivoluzione in senso tradizionale. Allo stesso tempo però, e con la stessa forza con cui sembra configurarsi un Goebbels “di sinistra”, è facile notare come in realtà il Gauleiter di Berlino, e l’intero suo movimento, fossero in quel contesto la chiara espressione politica d’una concezione sacra e spirituale della vita, la quale non poteva che tradursi – anche nel dominio della lotta politica – in una secca ed eroica antitesi alla bestia marxista, anche attraverso “diabolici” mezzi propagandistici di chiara matrice demagogica e populista.

la-conquista-berlino-piccolaViene così delineata una vera e propria epopea, quella di uomini che sono stati in grado di mettere in discussione ogni cosa, di versare il sangue e donare la vita, pronti a recidere legami e rinunciare ad ogni comodità per pochi metri di strada, che però significavano tutto, perché era lì che l’Idea si attualizzava, si vivificava, prendeva vita e forma.

Sembra così quasi di rileggere un’antica saga, ove l’onore ha regole ben precise, il sangue la sua mistica, lo Spirito la sua centralità. Cambiano solo i contesti, ma il resto è uguale: questo è ciò che stupisce, ma si chiama Tradizione, è il simbolo che si declina, nella storia s’incarna e viene incastonato nel mito, sembra quasi che si stia parlando della battaglia delle Termopili o di Zama. Proprio come in una saga – in cui la stessa volontà, la stessa forza, lo stesso spirito, permeano ogni episodio, ogni istante, ogni dettaglio – gli eventi qui narrati sembrano quasi premonirci su quella che sarà poi la grande ed epica campagna di Russia, quella che, su una scala molto più grande, ha santificato ed immortalato l’ultima luminosa gioventù europea. Ma questa è un’altra storia, che ha però le radici in questa qui che ci racconta il dottor Goebbels.

Lungi dal voler esaltare oggi un analogo impegno politico volto alla sterile conquista materiale di voti e delle masse, questo libro, se contestualizzato ai ben diversi sviluppi che il N.S.D.A.P. impresse alla rivoluzione all’indomani del 1933, diviene un agile sostegno alla comprensione della strumentalità della lotta politica verso fini decisamente più alti, dandoci anche modo di comprendere il diverso tipo di attivismo del tutto materialista, spesso fine a se stesso, che ha sempre animato le iniziative marxiste e simili. Non è un caso dunque che dopo dodici anni di regime nazionalsocialista, spesi nell’obiettivo di giungere alla costruzione dell’”uomo nuovo” – informato da quello stile ispirato a norme d’ordine sacro e meta-storico – Joseph Goebbels potesse esortare gli ultimi eroici difensori di Berlino con la stessa forza e la stessa fede con cui anni prima accendeva i cuori delle masse operaie berlinesi.

La conquista di Berlino

Edizioni AR

Goebbels J.

€ 20 –  pp. 198

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