Guerra fredda (ma non troppo): l’Italia schiera truppe al confine con la Russia

119
Nato
Nel 2018 un contingente di soldati italiani sarà inviato al confine europeo con la Russia: “sarete parte di uno dei quattro battaglioni dell’Alleanza schierati nei Paesi baltici” ha affermato Jens Stoltenberg, segretario della Nato, precisando che saranno pochi uomini, una presenza “simbolica”.
Una forza “simbolica” (?!) da quattromila unità, che tuttavia, serve a dimostrare che (come Nato) “ci siamo e siamo uniti”, che “abbiamo una difesa forte che garantisce la deterrenza”, ha concluso Stoltenberg. Non vi sembra come in “1984” di George Orwell, quando la guerra veniva chiamata pace?

(www.huffingtonpost.it) – Nel 2018 un contingente di soldati italiani sarà inviato al confine europeo con la Russia: “sarete parte di uno dei quattro battaglioni dell’Alleanza schierati nei Paesi baltici”. Lo annuncia Jens Stoltenberg, segretario della Nato, in un’intervista in apertura della Stampa, precisando che saranno pochi uomini, una presenza “simbolica” in una forza “simbolica” da quattromila unità, che tuttavia, serve a dimostrare che “ci siamo e siamo uniti”, che “abbiamo una difesa forte che garantisce la deterrenza”, mentre “vogliamo tenere aperto il dialogo” col Cremlino.

Jens Stoltenberg, secretario generale della NATO
Jens Stoltenberg, segretario generale della NATO

Il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, ha precisato che l’invio dei soldati italiani “non è una politica di aggressione nei confronti della Russia, ma di rassicurazione e difesa dei nostri confini come Alleanza”. Parlando nel corso di una conferenza stampa congiunta con Stoltenberg, il ministro ha sottolineato che queste decisioni “non influiscono minimamente nella linea di dialogo che l’Italia ha sempre proposto e condiviso con la Nato e che può e deve andare in parallelo con le rassicurazioni ai nostri alleati che si sentono a rischio”. Gentioni ha spiegato che l’Italia invierà nei prossimi mesi una compagnia di 140 uomini in Lettonia per partecipare alla forza Nato a guida canadese. “L’Italia – ha aggiunto il campo della diplomazia italiana – ha sempre dato il suo contributo all’impostazione di rafforzamento dei nostri assetti difensivi nei Paesi settentrionali e orientali dell’alleanza atlantica”.

“Non siamo nella Guerra fredda ma non c’è nemmeno il partenariato a cui lavoriamo da anni. Attraversiamo un territorio nuovo, è un sistema di relazioni con Mosca mai visto sinora”, ha aggiunto Stoltenerberg. “La Nato – ha proseguito – deve essere in grado di adattarsi e rispondere alle sfide. Il messaggio è ‘Difesa e dialogo’. Non ‘Difesa o dialogo'”.

“Da anni”, ha affermato il segretario Nato, la Russia “cerca di ricostruire un sistema basato sulle sfere di influenza in cui le grandi potenze controllano i vicini, per limitarne sovranità e indipendenza. È il vecchio sistema, il sistema di Yalta in cui le potenze si spartivano l’Europa. Non lo vogliamo. Nessuno può violare la sovranità dei singoli Paesi”.

Dura la replica della Russia alla notizia delle prossime mosse della Nato. “La politica della Nato è distruttiva. L’Alleanza è impegnata nella costruzione di nuove linee di divisione in Europa invece che di profonde e solide relazioni di buon vicinato”, ha dichiarato all’Ansa la portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova,