In memoria del boia “Arturo”

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E’ morto il partigiano che trasportò Mussolini e Claretta Petacci sul luogo dell’esecuzione, che viene ricordato (ed osannato) dal popolino antifascista all’occorrenza, per un gesto di così grande ‘coraggio’ è un ‘onore’. D’altra parte, cosa può fare un boia, se non macchiarsi di infamia?

(www.repubblica.it) – 19/10/16 – E’ morto a 94 anni Giacomo Bruni, l’ultimo componente del gruppo di partigiani dell’Oltrepò Pavese che alla fine della Seconda guerra mondiale si recò a Dongo, dove vennero uccisi Benito Mussolini, la sua amante Claretta Petacci e altri gerarchi fascisti. Fu proprio Bruni a condurre il camion che, da Dongo, trasportò a Milano (a piazzale Loreto) i cadaveri di Mussolini e della Petacci.

Fu il mio comandante Ciro (Carlo Barbieri) a scegliermi per la missione” raccontò qualche anno fa ‘Arturo’ alla Provincia Pavese. “Il colonnello Valerio e Landini (capo del servizio di controspionaggio delle formazioni garibaldine dell’Oltrepò) viaggiavano in auto, io ero al volante di un Fiat 634“.

Quando il gruppo di partigiani arrivò dal duce e dalla Petacci “stavano ancora dormendo – aveva aggiunto Bruni – Li svegliarono, dissero a Mussolini che erano venuti a liberarlo e lui esclamò: ‘Se mi liberate vi regalo l’impero’. Ma ormai l’impero non esisteva più“. Arrivati in piazzale Loreto, “la gente voleva fare scempio dei cadaveri, ricordo una vecchietta che sputò addosso al duce. Quando appesero i corpi al distributore, io me n’ero già andato”.