Bergoglio spalanca le porte a… Lutero

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(a cura della redazione di AT)

“Vidi che tutto ciò che riguardava il Protestantesimo stava prendendo gradualmente il sopravvento e la religione cattolica stava precipitando in una completa decadenza” (da una delle visioni di Anna Katharina Emmerick )

Un altro tassello verso la dissoluzione finale del cattolicesimo. Bergoglio, il vescovo di Roma (ricordiamolo, lui non ama essere chiamato “Papa”, e soprattutto ritiene che quella cattolica sia solo una delle tante chiese cristiane esistenti), ha partecipato in Svezia, con ferma convinzione, alla commemorazione ecumenica dei 500 anni della Riforma luterana. Dopo aver già detto lo scorso giugno, di ritorno da un viaggio in Armenia, Io credo che le intenzioni di Martin Lutero non fossero sbagliate: era un riformatore”, ora Bergoglio fa un passo avanti decisivo, dall’altissimo valore simbolico, presentandosi in prima persona alla commemorazione, nella “laicissima” Svezia. E, come al solito, chiede scusa: nello specifico, per la scomunica di Lutero pronunciata da Leone X (“Anche noi dobbiamo guardare con amore e onestà al nostro passato e riconoscere l’errore e chiedere perdono. Dio solo è giudice”).

D’altronde, prima di partire, Bergoglio aveva già “sparato” qualche bomba non da poco, in un’intervista a Civiltà Cattolica, rivista dei gesuiti,

http://www.laciviltacattolica.it/articoli_download/extra/Intervista_Francesco_in_Svezia.pdf

dicendo candidamente che la Chiesa cattolica avrebbe da imparare dalla tradizione luterana sul concetto di “riforma” (“All’inizio quello di Lutero era un gesto di riforma in un momento difficile per la Chiesa. Lutero voleva porre un rimedio a una situazione complessa. Poi questo gesto… è diventato uno «stato» di separazione, e non un «processo» di riforma di tutta la Chiesa, che invece è fondamentale, perché la Chiesa è semper reformanda” ) e di “scrittura” (“Lutero ha fatto un grande passo per mettere la Parola di Dio nelle mani del popolo”; “con gratitudine riconosciamo che la Riforma ha contribuito a dare maggiore centralità alla Sacra Scrittura nella vita della Chiesa”, ha aggiunto in Svezia). La Chiesa Cattolica per Bergoglio è “semper reformanda”: quindi è sempre fluida, instabile, modellabile, adattabile, fondata sul relativismo, legata ad un perenne divenire? Esattamente l’opposto di ciò che dovrebbe essere un’istituzione Tradizionale, legata all’immutabilità assoluta dell’Essere (“le civiltà moderne sono divoratrici dello spazio, le civiltà tradizionali sono divoratrici del tempo”, scrisse un certo Julius Evola…).

Non solo: Bergoglio aveva candidamente ammesso nell’intervista che, inizialmente, non prevedeva di celebrare una Messa per i cattolici svedesi. Nel giorno della celebrazione luterana, infatti, il vescovo di Roma preferiva “non confondere i piani” tra fede cattolica ed “ecumenismo”: quella era una giornata da dedicare alla dissoluzione dei contenuti, alla scomparsa della dottrina, all’inghiottimento del cattolicesimo nel buco nero di quel che vogliamo ribattezzare “agnosticismo cristiano”. Poi, su insistenza della comunità cattolica locale, Bergoglio ha allungato di un giorno la sua permanenza in Svezia per celebrare una messa cattolica… in un giorno diverso da quello della celebrazione luterana! “Questo ha creato problemi organizzativi, lo so, perché sarò in Svezia anche nel giorno dei Santi, che qui a Roma è importante. Ma pur di evitare fraintendimenti, ho voluto che fosse così”. In nome della globalizzazione agnostica cristiana, Bergoglio ha voluto così. Al diavolo (nel vero senso della parola!) la celebrazione di Ognissanti a Roma, al diavolo la dottrina e la liturgia cattolica! Al diavolo la Chiesa di Roma, la Tradizione, e Roma stessa!