Brexit: vuoi vedere che…?

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L’Alta corte di Londra ha accolto il ricorso di un gruppo di attivisti pro-UE: per avviare concretamente l’iter procedurale della Brexit, occorre la previa ratifica da parte del Parlamento di Westminster. La decisione finale sulla questione spetterà alla Corte Suprema, a dicembre. Vuoi vedere che, dato che lo “strano” omicidio della deputata laburista Jo Cox, a ridosso del voto referendario, non fu sufficiente ad orientare la maggioranza dei votanti in un certo modo, i grandi burattinai che presiedono al progetto perverso dell’UE hanno trovato un bell’escamotage per far saltare tutto? Non sia mai ci si accorga che uno Stato può sopravvivere (e molto bene) al di fuori del Leviatano UE… e la sterlina già vola sui mercati…

(www.corriere.it) – 03/11/16 – La decisione è di quelle destinate a lasciare il segno: l’Alta corte di Londra ha accolto il ricorso di un gruppo di attivisti pro Ue che chiedono un voto del Parlamento di Westminster per avviare l’iter della Brexit. Il giudice ha dato così torto al governo di Theresa May che rivendica il pieno diritto d’invocare l’articolo 50 del Trattato di Lisbona e di volerlo fare entro marzo 2017. «Il principio fondamentale della costituzione del Regno Unito è che il Parlamento è sovrano», ha detto il giudice dell’Alta corte, Lord Thomas of Cwmgiedd, nel leggere il verdetto.

La partita

Si riapre così la partita sui tempi e i modi dell’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea. In Parlamento i remainers , cioè coloro che non vogliono lasciare la Ue, contano di avere la maggioranza e di poter quindi influenzare il processo, perlomeno rallentandolo.

Delusione

Il governo di Theresa May si è detto «contrariato» dal verdetto ma è pronto ad appellarsi perché «il Paese ha votato per uscire dall’Unione Europea in un referendum approvato dal Parlamento e noi siamo determinati a far rispettare questo risultato». Downing Street, comunque, è ferma nel proposito di far scattare la procedura formale per lasciare l’Unione europea entro la fine di marzo e non crede che la sentenza interromperà tale calendario. Durante l’udienza del mese scorso i legali dell’esecutivo avevano sottolineato che l’intento dei ricorrenti era quello di invalidare il voto popolare espresso con il referendum del 23 giugno scorso. Il 7 e 8 dicembre il caso sarà esaminato dalla Corte Suprema. Su Twitter Nigel Farage, il leader dell’Ukip, ha detto che il verdetto «scatenerà la rabbia della gente». «La sentenza è estremamente significativa e testimonia il caso e la confusione all’interno del governo di Londra», ha commentato la premier scozzese, Nicola Sturgeon, parlando al Parlamento di Edimburgo. La Scozia si era già detta pronta a un nuovo referendum per lasciare il Regno Unito pur di non uscire dal mercato unico.

La promotrice

La richiesta di un voto parlamentare era stata presentata da una gestrice di fondi, Gina Miller, e da altri che avevano messo in dubbio che tra le prerogative del Governo ci sia il potere di innescare l’articolo 50 del Trattato di Lisbona senza un voto da parte dei deputati. «È una vittoria della democrazia parlamentare», ha detto uno dei ricorrenti, Grahame Pigney, che ha chiesto al governo di non presentare appello.

La sterlina vola

Il verdetto ha fatto volare la sterlina che si è rafforzata fino a 1,2449 dollari da un minimo nella mattinata di 1,2324 dollari e ora è scambiata a 1,2425. La sterlina è inoltre scambiata a 0,8927 per un euro da 0,9019.