Nazi-ossessionati

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(a cura della redazione di AT)

Fin da piccolissimi veniamo inondati da messaggi, insegnamenti, riferimenti di ogni genere volti a presentare il cosiddetto “nazismo” come paradigma del vero male assoluto della storia, tanto per citare il celeberrimo tartufo di Montecarlo, Gianfranco Fini.  

Alla fine, quando un concetto viene così sistematicamente ed artatamente ripetuto, inculcato, riproposto in tutte le salse, fin dalla scuola, entra a far parte del linguaggio comune, entra nell’immaginario collettivo, diventa stereotipo. E così, tanto per fare un banale esempio tra i tanti che sono quasi all’ordine del giorno, nella puntata di qualche sera fa de “L’Eredità”, su RaiUno, tra le domande proposte nel corso della trasmissione ad una delle concorrenti, si chiedeva a quale scopo, nel fumetto di Jack Kirby, Thor venga mandato sulla terra da Odino. Tra le risposte tra cui scegliere, spiccava l’opzione “salvare il mondo dai nazisti”. Ci sarebbe potuto essere, ad esempio, “salvare il mondo dai sovietici”? E se fosse stato possibile, avrebbe avuto lo stesso impatto nefasto nell’immaginario dell’ascoltatore? Evidentemente, no. Sebbene i regimi di socialismo reale abbiano prodotto decine e decine di milioni di morti in tutto il mondo, quando si parla ad esempio dello stalinismo (40-50 milioni di vittime), dei gulag (che roba è? Vuoi mettere coi “lager”…), del maoismo (circa 100 milioni di vittime), ecc., ciò non ha e non avrà mai lo stesso effetto sulle persone. Ecco a cosa porta, ad esempio, quel lavaggio del cervello. Tra l’altro, ironia della sorte, la domanda di quel quiz era incentrata su figure della mitologia germanica …

tossiciGià che ci siamo, soffermiamoci a tal proposito su un altro argomento interessante. È infatti uscito da poco, ed ovviamente è stato subito messo in grande risalto (nelle librerie della catena che fa capo ad una delle più importanti case editrici italiane “de sinistra” è visibilissimo, all’ingresso, tra i libri “scelti per voi”…) l’ennesimo nazi-libro da sballo: si tratta di “Tossici – L’arma segreta del Reich. La droga nella Germania nazista” (la parola “Tossici” è stata scritta con la doppia runa Sieg al posto della doppia ss … che carini), traduzione italiana del volume “Der Totale Rausch – Drogen im Dritten Reich” dello storico tedesco Norman Ohler (Der totale Rausch, vale a dire “L’ebbrezza totale”, è un evidente storpiatura ironica della celebre “totale Krieg” evocata da Goebbels), che indaga con perverso piacere sull’uso di droghe, farmaci e metilanfetamine (nello specifico il Pervitin) nella Germania del Terzo Reich, sia in ambito civile che militare, dal 1937 in poi.

Chissà se uscirà mai un bel saggio sull’uso di droghe e stimolanti vari in tempo di guerra e di pace negli Stati Uniti e nel Regno Unito, per esempio, ben noto e documentato (ma la cosa riguarda di fatto tutte le società civili e tutti gli eserciti del mondo, nelle terribili guerre di massa moderne, pianificate e sviluppate a tavolino). Ad esempio, i piloti alleati durante la II Guerra Mondiale utilizzavano dosi massicce di un mix di anfetamine noto come Benzedrine: gli inglesi ne acquistarono 72 milioni di confezioni (!), gli statunitensi 250 milioni (!!), quantitativo che sembra fu addirittura superato in occasione della Guerra di Corea (1950-53).

Gli yankees, dopo aver abbondantemente diffuso anche tra i civili l’uso delle anfetamine (negli anni ‘50 due anfetamine legali – Dexedrine e Methedrine – divennero sostanze d’abuso abituale per atleti, studenti, lavoratori, ecc.), per esportare la democrazia in tutto il mondo, hanno fatto poi sforzi sovrumani, testando ed usando anfetamine, farmaci e prodotti chimici di vario genere per prolungare il numero di ore di veglia delle loro “gloriose” truppe o per indirizzarne comunque i comportamenti. A parte l’abuso di eroina, marijuana e altre droghe, comune tra i soldati americani (ce ne fu un boom enorme al tempo della guerra in Vietnam), a tal fine fu ad esempio testato su cavie di varie nazionalità e poi utilizzato per la prima volta sui piloti dell’Air Force americana nel 2003, in occasione dell’invasione in Iraq, il Modafinil, farmaco stimolante che doveva in realtà curare la narcolessia. L’uso distorto di tali farmaci e stimolanti produce poi, notoriamente, dipendenze e gravi alterazioni psicofisiche sui soldati, spesso irreversibili.

E che dire della altrettanto gloriosa Unione Sovietica, che dopo aver testato l’uso delle anfetamine per incrementare la produttività nelle fabbriche, non si risparmiò sia durante la II guerra mondiale (quando l’Armata Rossa fu lanciata alla conquista dell’Occidente a suon di lavaggi del cervello, vodka e stimolanti vari), che successivamente, come ai tempi del conflitto in Afghanistan (quando il 25% dei reduci russi a fine guerra era diventato tossicodipendente)?

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Memphis (USA), una coppia in overdose in mezzo strada, tra le risate dei passanti

Sull’uso civile delle anfetamine e metanfetamine ci sarebbe poi una storia ben lunga da raccontare. Nella “rivoluzionaria” Svezia, le anfetamine furono commercializzate a partire dal 1938, con una martellante campagna pubblicitaria che le consigliava a tutta la popolazione, soprattutto agli studenti in particolare. In 6 anni di libera circolazione, si sviluppò un abuso generalizzato di questi stimolanti. Successivamente, anche per apparenti finalità “dimagranti”, l’uso civile di anfetamine si sviluppò in mezzo mondo, dagli anni ’60 e ’70. E poi si diffusero ecstasy e metanfetamine varie. Anche un paese di gloriosa tradizione come il Giappone fu travolto da quest’infezione sovversiva, purtroppo.

Ma chi se ne frega di tutte queste cose. L’importante è far uscire ogni tanto un bel nazi-libro in più, per continuare ad alimentare senza sosta la lucrosa (sia in termini monetari che “culturali”) fabbrica del “male assoluto”.

Se poi ci concentrassimo su un altro argomento leggerino come le tecniche di manipolazione ed alterazione delle coscienze, elaborate dai servizi di intelligence angloamericana ed applicate su vasta scala, non finiremmo più di scrivere (rimandiamo pertanto all’ottimo libro della Perrucchietti).

Ma va bene così. Intanto accontentiamoci ed aspettiamo fiduciosi l’uscita presso tutte le librerie d’Italia (e del mondo) di un bestseller che sicuramente spopolerà: “La presa per il culo totale – angloamericani e poteri occulti: manipolazione delle menti, farmaci, droghe e perversioni di massa indotte in tempo di pace e di guerra”. Editori, fatevi sotto!