Cronache immigrazioniste: i Partigiani, traditori ieri, utili idioti degli immigrati oggi

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All’istituto Aldini Valeriani di Bologna, i (neo)partigiani dell’Anpi intonano l’inno nazionale. Anzichè usare l’espressione “Fratelli d’Italia” usano il più politicamente corretto “Fratelli in Italia” per solidarietà (richiesta da chi?) agli immigrati. Ennesima riprova che il problema non è (solo) l’immigrazione, ma il totale svuotamento dei cervelli e dei cuori di un popolo che, prima che invaso e distrutto dall’invasione allogena, è stato già ampiamente colonizzato e infettato interiormente. Come spiegare, altrimenti, la gioiosa e delirante “accoglienza” che un popolo sta riservando a coloro i quali – anche loro malgrado – determineranno l’estinzione degli italiani stessi? In psichiatria si chiamerebbe schizofrenia o autolesionismo, mentre in politica si chiamano “utili idioti”. I Partigiani, appunto. Utili idioti.

(www.repubblica.it) – 09/12/12 – Bologna, l’Anpi canta a scuola l’inno “ritoccato” per i migranti. E la destra s’infuria

Partigiani e studenti intonano “Fratelli in Italia”. Bignami (Fi): “Via i contributi all’associazione”. La replica del segretario della Bolognina: “Bella iniziativa della scuola, scriverò al Presidente della Repubblica.

L’Anpi ritocca l’inno d’Italia e si attira l’ira del capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale Galeazzo Bignami, il quale chiede ora la revoca di ogni finanziamento all’associazione partigiani. È lo stesso Bignami a raccontare l’episodio scegliendo come tramite il suo profilo sul social network Facebook. “Durante una commemoriazione alle scuole tecnico-professionali Aldini Valeriani, l’Anpi ha ritenuto di cambiare le parole del nostro inno nazionale. Anziché la versione scritta da Goffredo Mameli che recita “fratelli d’Italia”, le parole sono mutate in “fratelli in Italia”, per esprimere solidarietà e accoglienza ai clandestini e per farli sentire più a casa loro”, ha commentato sarcasticamente Bignami.

Una cosa che però al capogruppo azzurro di via Aldo Moro non è andata giù. “Questi qua – ha ripreso alludendo ancora ai membri dell’Associazione partigiani – dimostrano ancora una volta di essere degli anti italiani, incapaci di amare la nostra nazione e di essere orgogliosi della nostra identità nazionale. Non si devono permettere di storpiare per la loro volgare propaganda l’inno d’italia” ha stigmatizzato Bignami. “Ho già chiesto che le varie istituzioni, le quali sovvenzionano lautamente coi soldi nostri le loro iniziative, revochino ogni contributo“.

“Sono andato alla scuola come segretario dell’Anpi Bolognina per la commemorazione dello studente Efrem Benati e del bidello Emilio Bussolari delle Aldini-Valeriani che furono fucilati nel dicembre del 1944. Lì ho appreso con piacere che, grazie ad una iniziativa di un gruppo di studenti, l’incipit dell’inno è stato cambiato in “Fratelli in Italia””. Armando Sarti racconta come nasce l’episodio. E ora grazie a una missiva al presidente della Repubblica Sergio Mattarella che invierà a breve, chiederà alla massima autorità dello Stato di prendere in considerazione la possibile modifica.

Mattarella è custode della Costituzione, dell’Inno e del Tricolore. Gli illustrerò questo episodio nato in una scuola da sempre eccellenza di Bologna, che ha avuto allievi illustri e ora è un esemplare esempio dei percorsi di inclusione dei ragazzi figli di immigrati e di scuola multiculturale. Un bel segnale nato tra gli studenti che va preso con attenzione”. Sarti sottolinea infine che l’iniziativa non è partita da lui ma che l’ha semplicemente accolta e che la lettera al Presidente Mattarella non verrà firmata come esponente dell’Anpi ma come presidente del Comitato Antifascista della Bolognina.