L’aggressione al Natale religioso da parte del “sistema”

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(www.aurhelio.it) – 25.12.2016 – Luci, Alberi, Babbi Natale, dolci, regali, decorazioni, sono parte di un modo strategicamente vincente, per estirpare le radici cristiane dalla realtà sociale e culturale, rendendole innocue (provate a scrivere su un motore di ricerca “immagini natale” e guardate quanto ci vuole prima di vedere la santa famiglia). Per portare a termine questa dinamica, ci si avvale del mercato economico e della potenza persuasiva dei mass media, che puntano il mirino sulle bombe emozionali.
Il Babbo Natale moderno non a caso (in principio di colore verde e divenuto bianco e rosso solo dopo che, negli anni ’30, la Coca-Cola lo usò per la sua pubblicità natalizia) ha radici antichissime ed è presente in numerose tradizioni.
 
In quella cristiana deriva dal vescovo Nicola di Mira della città di Myra (Turchia), di cui si racconta che, essendo un vescovo, esortò tutti gli altri parroci della sua diocesi a diffondere il cristianesimo laddove i bambini non avevano la possibilità o la volontà di recarsi in chiesa anche a causa del freddo invernale.
Così insieme ai suoi parroci ed un sacco pieno di regali raggiungevano i bambini mediante alcune slitte trainate “da cani”, per spiegargli chi fosse Gesù Cristo e che cosa avesse fatto per l’intera umanità.
 
La festa del Natale fu definitivamente istituzionalizzata a Roma nel 336 d.C il 25 dicembre, data convenzionale della nascita di Gesù Cristo, in corrispondenza con la festa del “Dies Natalis Solis Invicti” e di quella della nascita di Mithra.
Attorno alla figura di Mithtra (divinità originaria, maschile, indoeuropea e vedica) prese corpo uno dei misteri più significativi che venivano celebrati in templi sotterranei (mitrei) od in cunicoli (spelei) e prevedevano una serie di prove di resistenza fisica, il cui compito era propedeutico al battesimo.
 
Gli adepti vivevano in condizioni di purezza e integrità morale, guidati da un “pontifex maximus”. Il Natale cristiano invece, è la festività cattolica che celebra la nascita del Figlio di Dio, suprema incarnazione dell’essenza divina nella finitezza umana, evento iniziale dell’esistenza terrena di Gesù, conclusasi con il supplizio della croce, l’esperienza della mortalità e il ritorno all’Eterno dato dalla Resurrezione.
 
In una società ammalata e narcotizzata dalla fluidità anarcoide del relativismo, festeggiare il Natale non basta, è fondamentale che il Bimbo di Betlemme nasca nei cuori “acciaccati”, per costruire una speranza, affinchè non sia solo una ricorrenza.