“Appello ai giovani Europei” (21.01.2017) – recensione

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Nel tardo pomeriggio di sabato 21 gennaio, avvolti da un’improvvisa ma apprezzata atmosfera d’altri tempi (dovuta all’utilizzo di candele in mancanza dell’illuminazione elettrica!), si è tenuta presso i locali di Raido la presentazione di “Appello ai Giovani Europei“, l’infuocato pamphlet di Léon Degrelle, finalmente di nuovo edito dopo un’assenza troppo lunga dagli scaffali dalla casa editrice CinabroEdizioni.              

Gli interventi, sono stati curati da un portavoce della CinabroEdizioni e da un rappresentate della Comunità Militante Raido. I relatori, dopo un primo intervento ciascuno, hanno proseguito con un continuo scambio dinamico e mai banale, a colpi di approfondimenti nati dalle molte citazioni che sono state lette, ovviamente tratte dalle opere di Degrelle.

appello-ai-giovani-europeiNon è sicuramente questa la sede per elencare, parola per parola, tutto quello che è stato detto. Quello che possiamo fare è elencare alcune parole chiave che sono rimaste da questi interventi: Esempio, Virtù, Azione Impersonale, Sacrificio, Gioia, Aristocrazia. Questo e molto altro è stato Léon Degrelle, il “leone che ha attraversato la storia”, questo e molto altro ritroviamo tra le pagine di “Appello ai Giovani Europei”.

E questo libro che racchiude “il senso della sua sfida, lanciata oltre il limite del tempo e della storia,  in  piena fedeltà  a un mondo di valori che non possono essere  sconfitti,  perché incisi nelle stesse leggi di natura che regolano i ritmi del cosmo”, è proprio ai giovani che deve giungere nuovamente, “Ai giovani Europei, Contro i buffoni democratici.” Degrelle li incita alla sfida, alla lotta, a combattere e se fosse anche a morire, perché: “Morire vent’anni prima o vent’anni dopo poco importa,quel che importa è morire bene. Soltanto allora inizia la vita”.

Si potrebbe continuare riempiendo di caratteri centinaia di pagine, e comunque non basterebbero per contenere tutto il pensiero e tutti i dettagli della vita di Degrelle. Dobbiamo quindi riconoscere il merito alla CinabroEdizioni di aver nuovamente dato voce cartacea a questo grande personaggio, che non abbiamo dubbi a riconoscere come “una delle stelle che compongono la costellazione che orienta il nostro cammino”, citando proprio le parole del loro portavoce. E si deve ben sperare da questa nuova realtà editoriale che vuole valorizzare tutto ciò che si richiama a principi di ordine sacro, che guarda al testo stampato come strumento di formazione del carattere e alla lettura come esercizio marziale. Senza farsi prendere dalla brama di pubblicare titoli esotici o inutili, solamente per far cassa o per stupire.

degrelleAlcune precisazioni però sono necessarie, come giustamente fatto notare dai relatori. Degrelle scrive questo testo nel 1992, pochissimi anni più tardi lascerà questa esistenza terrena; dunque, alcune delle sue considerazioni più politiche e contingenti al momento storico da lui vissuto peccano della giusta mancanza di informazioni dovuta al periodo, come ad esempio alcuni commenti nei confronti degli Sciiti relativi al periodo della Prima guerra del Golfo. Siamo certi che se fosse vivo ancora oggi, avrebbe sicuramente avuto tutt’altra idea al riguardo.

In conclusione possiamo affermare che si è trattato di un evento ben riuscito, passato in compagnia di questa figura incredibile, e così come possiamo appellarci ad Evola e Guénon come testimoni della Tradizione, così possiamo definire Degrelle, testimone della retta Azione, come anche il capitano Codreanu.

E quando leggerete o rileggerete “Appello“, “Militia” o uno degli altri suoi libri, ricordate: “Seppur morto, egli arde“!

Arrivederci a Milano, sabato 18 Febbraio, con la conferenza-incontro “Ripartire da Evola!” e cioè la presentazione del progetto “RigenerAzione Evola” presso la Libreria Ritter. Nonché domenica 19 febbraio, stavolta a Brescia per la presentazione del 3° Quaderno di Formazione del Militante della TradizioneIn alto i cuori!