Vuoi visitare gli Stati Uniti? Devi dichiarare i tuoi account social

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visa-passport-usaSe devi andare negli Stati Uniti e sei un cittadino di uno dei 38 Paesi ammessi al Visa Waiver Program, quello che dà, cioè, diritto all’ingresso per turismo o (limitato) business senza visto ma tramite la famosa Esta (Electronic System for Travel Authorization), dovrai “confessare” tutti i tuoi account social. No, non è l’ennesimo vincolo imposto dalla (cattivissima!) amministrazione Trump in merito ai visti d’ingresso. Infatti, la decisione è stata presa a fine fine dicembre 2016, con Obama Presidente-uscente, ma nessuno – ops! – si è ricordato di raccontartelo.

(www.wired.it) – 06/02/2017 – Per entrare negli Stati Uniti devi dichiarare i tuoi account social.

Un modulo online nella procedura Esta dove confessare i propri account sulle piattaforme. I rischi per la privacy (e non solo).

Se devi andare negli Stati Uniti e sei un cittadino di uno dei 38 Paesi ammessi al Visa Waiver Program, quello che dà cioè diritto all’ingresso per turismo o (limitato) business senza visto ma tramite la famosa Esta (Electronic System for Travel Authorization), dovrai confessare tutti i tuoi account social. Facebook e Twitter, ovviamente, ma anche Flickr, Google+, Instagram, LinkedIn, Tumblr, Vine (ma non l’avevano semichiuso?), VKontakte, YouTube, Github, JustPaste ed eventuali altri. I guardiani dei confini statunitensi annuseranno dove possibile, sulle tue tracce digitali, con l’aiuto di algoritmi e sistemi automatizzati.
 

La nuova sezione della procedura per l’Esta, che consente l’accesso per un periodo massimo di 90 giorni anche agli italiani, salta fuori con un pacifico “Please enter information associated with your online presence”. Se ne era parlato la scorsa estate, quando lo Us Customs and Border Protection, l’agenzia federale che si occupa dei controlli alle frontiere, aveva richiesto questa integrazione.

A quanto pare per disporre di un elemento in più in termini di identificazione di potenziali terroristi. Bene: il dipartimento per la Sicurezza interna ha approvato la controversa richiesta lo scorso 19 dicembre. Così ha confermato Politico. Anche perché, come dimostra Engadget, quella sezione è già disponibile nel corso della procedura online da martedì scorso.

Le polemiche si sono (giustamente) sprecate. Si susseguono da mesi e proseguono anche in queste ore.