Recensione | Film “1944”

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1944 è un film estone, e questo non solo per specificare la nazionalità della produzione o della regia, ma per sottolineare quanto sia importante il punto di vista dal quale vengono narrate le vicende messe in scena.

Sul territorio dell Estonia si è scritta una delle tante pagine della seconda guerra mondiale, ma con la particolarità che questo paese ha vissuto pienamente il dramma dell occupazione sovietica e delle deportazioni nei gulag, per poi venire temporaneamente liberato dalle truppe del Terzo Reich. Infatti nel film 1944 la percezione del soldato tedesco e delle SS è completamente diversa da quella a cui siamo abituati nella filmografia, ed arruolarsi nelle truppe germaniche è per i giovani estoni l’occasione di poter combattere direttamente sul campo di battaglia chi ha massacrato o rapito i propri cari.

È fondamentalmente questo il motivo per cui tale pellicola non è stata distribuita in tanti altri paesi europei o extraeuropei: il dogma del secolo, per cui è esistito un male assoluto da individuare in tutto ciò che ha avuto relazioni con il nazionalsocialismo, va rispettato; perciò abbiamo dovuto aspettare che una piccola casa editrice come Le Frecce la sottotitolasse per poterlo vedere anche in Italia seppur attraverso i canali militanti e non conformi.

Come sempre però non bisogna farsi facili illusioni, all interno di 1944 sono presenti scene in cui i soldati estoni delle SS denigrano il Fuhrer, ed il funzionario del partito filo-nazista viene raffigurato come un borghesuccio politicante e carrierista, quasi a voler compensare la grande condanna ai soprusi della Russia sovietica che fa da sottofondo all intero film.

La riflessione che viene quasi spontanea è su quanto siano relative certe convinzioni che in paesi come l’Italia vengono date come certezze; dove invece il vero male del comunismo si è mostrato con tutta la sua evidenza, la propaganda occidentalista non è riuscita ad imporre il suo dogma del nazista cattivissimo ma, anzi, un governo nazionale produce un film bello e spettacolare in cui i suoi giovani di 70 anni fa, probabilmente i genitori o i nonni di chi oggi occupa le poltrone del potere, combattono coraggiosamente portando le rune sull’elmetto. E questo non per riabilitarli, ma per raccontare cosa significa difendere il proprio popolo e combattere per la propria terra.

Quindi in questo lungometraggio, in fin dei conti, non ci sono soldati nazisti e soldati comunisti, bensi soldati estoni arruolati dall una o dall’altra parte, chi per convinzione, chi per errore, chi per vendetta.

APPUNTAMENTO A VENERDI 10 FEBBRAIO – ORE 21:30 PER LA PROIEZIONE DEL FILM “1944”