Presentazione di “L’Uomo della Tradizione. Stile e Ascesi” (Brescia, 19.02.2017) – recensione

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Dopo l’interessante incontro sulla figura di Julius Evola organizzato presso lo spazio Ritter, la Comunità Militante Raido si è recata domenica 19 febbraio in quel di Brescia, ospite della Comunità di Gioventù Nazionale Brescia.

La sede, dotata anche di uno spazio librario, era gremita in ogni ordine di posto. L’evento ha visto la partecipazione di militanti giovani, dimostrazione plastica della vitalità della Comunità bresciana.

E’ Paolo Inselvini, Responsabile di Gioventù Nazionale Brescia, a dare il via all’incontro, dalle cui parole risuona forte e chiaro il richiamo ai Principi della Tradizione, senza i quali l’attività militante rischierebbe di essere soltanto vano agitarsi. Ecco quindi che la Verità e la Giustizia sono elementi imprescindibili per impostare la bussola della militanza “verso il Nord”.

A seguire, la Comunità Militante Raido ha preso la parola nell’intento di enucleare alcuni punti chiave del 3° Quaderno di Formazione del Militante della Tradizione che è stato presentato.

Tra questi, si è sottolineato come tale scritto sia il frutto di un lavoro che non ha velleità intellettualistiche, ma è fatto da militanti ed è rivolto a militanti. Si è inoltre sottolineato come, alla base del disordine odierno, v’è proprio un disconoscimento di un ordine superiore, da cui tutto proviene: solo con l’eguaglianza può esistere la promiscuità razziale; solo in un mondo di diritti e non di doveri c’è spazio per abomini quali il gender e simili.

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In generale, è disconoscendo il Sacro come elemento centrale della propria vita che si crea il caos a tutti i livelli e su tutti i piani.  Questa è la chiave di volta! Solo così si capisce che la Tradizione non sono “pippe mentali”, non sono elucubrazioni accademiche da sfigati che non sanno essere uomini e donne del loro tempo.

Infatti, solo opponendo una visione forte ed integrale a questo mondo si è Rivoluzionari. Altrimenti si è dei riformisti, magari “radicali” ma sempre e solo “riformisti”.

Per difendersi da questo mondo, e portarsi là dove si attacca, è necessario riunire ciò che è sparso, sulla base della convinzione che il simile attrae il simile, non attraverso una mera attività di proselitismo, bensì sul virile Essere Esempio, cioè su di un reclutamento a vocazione volontaria.

Tutto ciò deve avere come base la Formazione del Militante, ossia dare forma all’azione che si intraprende. E’ quì che si è sottolineato l’importante ruolo della Comunità, fondamentale mezzo per difendersi dalla tentazione troppo umana di ergersi ad avvocati di noi stessi. Nella Comunità militante ci si guarda negli occhi, ci si confronta senza sentimentalismi e senza rigidità ottuse. Avviene un confronto virile col quale tutti i membri possono crescere simultaneamente  sulla base di un impersonale gesto d’amore. Essa è una Scuola – come diceva CZC – “in cui si entra uomini per uscirne eroi”.

Il Terzo Quaderno del Militante della Tradizione è quindi un vero e proprio manuale del militante, che fornisce le linee guida per poter agire nel giusto modo nelle varie situazioni che ci troviamo ad affrontare nella vita di ogni giorno. Si toccano tutti i punti (il rapporto con la famiglia e con l’altro sesso, il lavoro, la militanza) nessuno escluso, perché chi mira a essere uomo della Tradizione sa che deve essere un uomo integrale, che impersonifica la Tradizione h 24, e non solo nelle mura della propria sede. Lo stesso atteggiamento guerriero lo si deve profondere non solo dunque durante le attività militanti stricto sensu, ma in tutte gli ambiti in cui il militante si trova ad operare, imponendosi come scopo quello di essere il Migliore, sempre.

Un ottimo pranzo comunitario e un giro nei luoghi più significativi di Brescia con i ragazzi di Gioventù Nazionale, chiude questa due giorni in terra lombarda. Si torna a casa, sicuramente stanchi, ma felici e ricaricati nell’animo!

Ci si vedrà, ancora, in giro per l’Italia, sempre in marcia nel solco della Tradizione!