Tirteo, il poeta della virtù guerriera | Vecchi e giovani

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guerriero spartano

Per questa terra dunque combattiamo

Per i figli morremo senza risparmiare la vita.

In battaglia, ragazzi,

spalla a spalla saldo muro facendo.

Nessuna fuga vergognosa e nessuna paura.

Fate grande il vostro cuore

e valoroso nel petto:

non amiate la vita ma la guerra contro i nemici.

Combattete schierati dinanzi ai più anziani

dalle ginocchia non più agili,

non li abbandonate fuggendo.

E’ cosa turpe che invece dei giovani

combattendo in prima fila

i vecchi caduti giacciono al suolo

con la testa già da tempo canuta

e candido il mento,

nella polvere

l’ultimo glorioso respiro esalando

e con le care mani

coprendo le pudenda insanguinate,

cosa turpe a vedere e di biasimo degna.

Mostrare nudo il corpo

ai giovani conviene

fin quando lo splendido fiore

dell’amata giovinezza li possieda

mirabile a vedersi dagli uomini

e amato dalle donne se in vita rimane

ma tra i primi combattenti caduto

ancor bello sarà.

Ma adesso fermo ciascuno

saldo sulle gambe rimanga

con entrambi i piedi abbrancando la terra

e mordendo coi denti le labbra.

Tirteo, poeta spartano, VII sec. a. C.