La borghesia è morta? Nient’affatto. E’ viva e vegeta (dentro ognuno di noi)

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E’ il solito errore degli storici e dei critici: fermarsi ai fatti (spesso distorti) e non cogliere il terzo elemento della storia ovvero quello che, per capirci, della storia è proprio il “motore immobile”. Vorrebbero farci credere che la borghesia è morta, perché questa viene identificata come classe, come censo. Il che è assurdo in un’epoca liquida come quella attuale, dove gli standard di vita sono difficilmente collocabili senza una seria considerazione sul concetto di qualità della vita.
Ma, soprattutto, si omette di considerare la borghesia come “stile di vita”, intendendo così non tanto la condizione socio-economica quanto quella etica e spirituale. Il “borghese” è il cancro dell’epoca moderna ed è, invece, più vivo che mai, perché lo troviamo ampiamente diffuso tanto nei poveri (proletari 2.0 con l’ultimo iPhone) quanto in ogni figura sociale dei tempi moderni, dove tutto è borghese, informe e smidollato. E proprio per questo è valida, oggi più che mai, la consegna di uccidere il borghese che ognuno di noi porta dentro di sé!
(www.repubblica.it/venerdi) – 04/03/2017 – La borghesia è ormai un fantasma: ma chi l’ha uccisa?

Nell’epoca del capitalismo globale la classe che fu all’origine di tutto è diventata evanescente. Si è soltanto eclissata o è morta? È stata eliminata? Nel caso, da chi? (…)

Processo alla borghesiaIl paradosso non è di poco conto: mentre il capitalismo trionfa ovunque, il suo artefice è uscito dalla storia. Il borghese, chi l’ha più visto? Che fine ha fatto quella figura che per un paio di secoli ha retto la civiltà occidentale e oggi appare pressoché estinta? L’essenza del borghese, e anche le radici della sua dissoluzione, vanno ricercati soprattutto nella forma e nello stile del grande romanzo europeo tra il XVIII e il XIX secolo. Da Robinson Crusoe a Cuore di tenebra, dagli aggettivi vittoriani agli spettri di Ibsen, il destino dell’eroe borghese è iscritto nella sua originaria dissonanza, nella convivenza mai risolta di due anime inconciliabili. Fino all’evaporazione finale. (…)

Il capitalismo è più forte che mai mentre la sua incarnazione sembra svanita nel nulla. (…)