Profughi take-away: anche Striscia se ne accorge

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Finalmente anche una trasmissione nazionalpopolare come Striscia ha il coraggio di riconoscere ciò che sta succedendo: le varie missioni umanitarie nel Mediterraneo hanno il non-ufficiale compito di andare a poche miglia dalle coste libiche a prendere i clandestini e portarli, dopo un lungo e illogico viaggio, in Italia. Infatti, come dimostrato nel servizio giornalistico, le Convenzioni sul diritto del mare a cui l’Italia è vincolata obbligherebbero le navi delle Forze Armate italiane, nonché delle varie ONG lì operanti, a sbarcare i migranti nel porto più vicino (leggasi Tunisia o Libia stessa). Invece, le navi nostrane e non, vanno praticamente sottocosta e, in uno schema che sembrerebbe quasi di mutuo e tacito accordo con gli scafisti, dopo neanche 10 miglia nautiche dalla loro partenza, gli immigrati vengono consegnati e sbarcati sulle navi verso i porto siciliani.

Striscia ha scoperto quel che era evidente: l’immigrazione è un fenomeno “naturale” solo in minima parte. Il resto è determinato dagli interessi miliardari del business dell’accoglienza e, soprattutto, da quel graduale processo di sostituzione dei popoli europei che ha in vista l’èlite mondialista europea ed internazionale.