Attentato Orly: Fondamentalisti religiosi o (più realisticamente) delinquenti drogati?

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Come vi avevamo già raccontato per episodi precedenti anche l’attentatore dell’aeroporto di Orly (Parigi) era un abituale utilizzatore di cocaina, peraltro ritrovata a casa sua, nonché proveniente non dalle file dei fedeli più osservanti, bensì dalle patrie galere transalpine dove aveva scontato numerose condanne come delinquente comune. Ormai è evidente: il cosiddetto fondamentalismo islamico è una emanazione della dipendenza da sostanze stupefacenti e/o ne è una concausa. La religione non c’entra nulla, anzi.

(www.repubblica.it) – 22/03/2017 – I risultati dell’autopsia disposta dalla magistratura francese su Ziyed Ben Belgacem, l’uomo che ieri ha attaccato una pattuglia di militari di guardia all’aeroporto. Tornano a casa il cugino e il fratello che si erano presentati spontaneamente, e il padre: “Mio figlio non è mai stato un terrorista, è tutta colpa dell’alcol e della droga”. Ziyed Ben Belgacem, l’uomo che pochi giorni fa ha attaccato una pattuglia di militari all’aeroporto di Orly, cercando di sottrarre l’arma a una soldatessa, per poi essere ucciso dagli agenti, era sotto l’effetto di alcol e stupefacenti. Questo il risultato dell’autopsia effettuata oggi e disposta dalla magistratura. Sono stati intanto rilasciati i familiari dell’uomo, il padre e il fratello con il cugino che si erano presentati spontaneamente alla polizia. 

Ziyed Ben Belgacem, l’uomo che pocji giorni fa ha attaccato una pattuglia di militari all’aeroporto di Orly, cercando di sottrarre l’arma a una soldatessa, per poi essere ucciso dagli agenti, era sotto l’effetto di alcol e stupefacenti. Questo il risultato dell’autopsia effettuata oggi e disposta dalla magistratura. Sono stati intanto rilasciati i familiari dell’uomo, il padre e il fratello con il cugino che si erano presentati spontaneamente alla polizia. 

“Le analisi tossicologiche realizzate oggi – ha spiegato ai media francesi una fonte vicina all’inchiesta – hanno messo in evidenza un tasso di alcolemia di 0,93 grammi per litro di sangue e la presenza di cannabis e cocaina”. Ziyed Ben Belgacem, 39 anni, francese con genitori tunisini, pregiudicato comune con precedenti per furti, rapine e spaccio di stupefacenti, era stato condannato a più riprese. Uscito di carcere lo scorso novembre, era in libertà vigilata.

“Mio figlio non è mai stato un terrorista – ha detto il padre di Belgacem – non ha mai pregato e beveva alcol. E quello che è successo è stato fatto sotto l’effetto dell’alcol e della droga”. L’uomo ha raccontato alla polizia che il figlio lo ha chiamato al telefono sabato mattina, poco prima di arrivare all’aeroporto di Orly e dopo avere sparato a un agente a un posto di blocco: “Mi ha chiamato verso le sette o le otto di mattina di sabato – ha detto in un’intervista all’emittente France1 – era estremamente nervoso, nemmeno sua madre riusciva a capire cosa dicesse. Mi ha detto: ‘papà ho fatto una sciocchezza, ho sparato a un agente, ti chiedo perdono’. Io gli ho risposto che non lo perdonavo per avere sparato ad un gendarme e gli ho chiesto dove fosse, mi ha risposto che era sull’autostrada e ha chiuso”. A quel punto l’uomo, assieme all’altro figlio, si è presentato spontaneamente alla polizia. “Mi sono subito reso conto che avevano fatto il loro lavoro, ma non mi hanno detto direttamente che era morto. È terribile – ha concluso l’uomo – ma cosa posso dire? La droga, le cattive compagnie. Alla fine chi soffre sono io”. 

È tornato alla normalità il traffico all’aeroporto di Orly, dove ancora in mattinata, a ventiquattro ore dall’attacco, i voli avevano risentito del blocco del giorno precedente.