Degrelle | Stato moderno, mostro finanziario

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 Degrelle

di Léon Degrelle, Appello ai giovani europei

“Prevedendo un licenziamento sempre possibile del lavoratore, in migliaia di focolari famigliari è stato necessario raddoppiare la capacità di sopravvivenza, mettendo all’opera la donna, perchè il suo salario serva di compensazione nel caso se quello dell’uomo venisse un giorno a mancare.

Da qui il disordine nei rapporti intimi: la stanchezza delle coppie, la noia di fronte ai lavori domestici, scontri d’incomprensione tra i caratteri estenuati, divorzi e bambini ogni volta meno numerosi ed affidati agli anomali asili nido. Eppure a tutti i piccini è necessaria la tenerezza alimento insostituibile per l’equilibrio infantile. Il costante utilizzo, d’altronde, dei supermercati, diventati un fondamentale complemento dei focolari a doppio introito e dei bimbi declassati, ha eliminato quell’essenziale elemento stabilizzante della società, il quale è rappresentato dalle milioni di imprese commerciali di modeste dimensioni, annunciando la scomparsa delle classi medie.

Lo stato è divenuto il mostro finanziario del mondo contemporaneo che gratta a grandi rastrellate una parte d’anno in anno maggiore degli utili famigliari, spesso artificiosi, ma non cionondimeno faticosamente acquisiti, anche se un qualunque sussulto può improvvisamente spiaccicarli.

L’umanità si crede libera, ma in cosa lo è? L’ ipercapitalismo domina la società. E’ una nuova forma di schiavitù, di cui le dorature non celano per nulla la crudeltà. Un tempo un povero – se povero era – poteva più o meno reggere il colpo, e ci bastava ben poco. Oggigiorno invece, l’implacabile asprezza della vita moderna coi suoi consumi esasperati e spese in continuo incremento soggioga o soffoca un diseredato.

L’uomo intimamente onesto finisce per essere ritenuto un sempliciotto, e prende il sopravvento colui che è il più maligno, il massimo faccendiere, il meno scrupoloso. E se i soldi mancano, si prendono in prestito, ben al di là delle proprie possibilità e col rischio di venir tiranneggiati – messi con il coltello alla gola – dai prorpi creditori. Per i 9 decimi delle famiglie le carte di credito sono diventate dei passaporti falsi per il tranello teso dalla ricchezza, la quale ci sfugge ogni volta, sicché si vuole sempre acchiapparla di nuovo.”

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