1, 2, 3… tana per Soros!

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Soros immigrazione

Per carità, sarà solo un caso, una coincidenza di quelle che servono agli scettici per dimostrare che non c’è un senso nelle cose. Fatto sta che anche stavolta dietro l’ennesima causa “progressista” fa capolino la faccia di Soros, o meglio, il suo portafoglio.
Il miliardario americano sostiene attivamente l’immigrazione clandestina di massa (che sta cambiando il volto del Vecchio Continente) attraverso le innumerevoli organizzazioni di lobby travestite da associazioni civiche.
Lo “Schema Soros” funziona così: l’élite tecno-finanziaria prima produce i poveri, poi trasforma alcuni di loro in profughi attraverso una bella guerra umanitaria o una colorata rivoluzione (in realtà i profughi sono meno della metà degli immigrati) e poi li spinge ad entrare illegalmente in Europa grazie alle sue associazioni umanitarie, ricattando i governi occidentali e i leader che essa stessa finanzia affinché approvino legislazioni che di fatto eliminano il reato di immigrazione clandestina.
Il tutto, ovviamente (guai a pensare male) per amore dell’Umanità.

(www.liberoquotidiano.it) – 9.07.2017 – George Soros finanzia l’invasione. E chi sostiene che si tratti di una sorta di delirio, farebbe bene a leggere quanto segue. In breve, alcuni titoli di articoli riportati da Il Giornale. “Italia, davvero chiudere ai porti salvati in mare è un’opzione?”, titolo di uno dei dieci migliori articoli sull’immigrazione secondo Open Migration (scontata la risposta). E ancora: “Con i contributi degli stranieri pagate 600mila pensioni l’anno“, titolo di un comunicato della Fondazione Leone Moressa. Dunque: “Stop all’uso improprio di clandestino“, titolo di un articolo dell’associazione Carta di Roma. Titoli clamorosamente – e in modo miope – a favore dell’immigrazione. E che c’entra Soros? Presto detto: sono studi, titoli e ricerche che provengono – tutti – da associazione italiane finanziate da Soros attraverso la sua Open Society Foundation. È quanto emerge da una ricerca pubblicata dal blogger Luca Donadel e firmata da Francesca Totolo, esperta di comunicazione. Un dossier che ricostruisce la rete di Onlus, italiane e straniere, che sarebbero finanziate dalla lobby gestita dallo speculatore finanziario americano di origini ungheresi.

Certo, nulla di illegale. Ma restano i fatti: Soros finanzia l’invasione, seppur indirettamente, diffondendo dati e studi pro-immigrati. Un impegno capillare, il suo, per orientare le scelte dei governi verso la cosiddetta “società aperta“. Per farlo, secondo la ricerca, Open Society finanzia decine di associazioni. Alcune si occupano di assistenza materiale ai profughi. Altre, come la fondazione Leone Moressa e Open Migration, sono invece impegnate a diffondere informazioni, vien da dire a fare propaganda favorevole al fenomeno migratorio. E infine, è eclatante e un poco preoccupante il caso della già citata associazione Carta di Roma, alla quale aderiscono Ordine dei giornalisti e Federazione nazionale della stampa.