La Tartaruga omosessuale, maestro LGBT

113

La solita retorica naturalista da quattro soldi dei media e della propaganda ne ha fatta un’altra: ha preso  due tartarughe maschi che vivono nello stesso parco e le ha elette ‘simboli LGBT’. Avete capito bene, secondo questi fenomeni, bisogna imparare a vivere come fanno le tartarughe, che accettano il presunto ‘amore omosessuale’. E allora, se proprio questi LGBT dicono di stimare le tartarughe, vorremmo vederli strisciare nudi come tartarughe, fare versi come tartarughe, mangiare erbacce ed espletare i bisogni fisici proprio come questi animali. Perché se gli animali (che vivono come tali e, per quanto ‘teneri e dolci’ rappresentano uno stato e una manifestazione inferiore a quella umana, dotata di coscienza) sono meglio degli uomini, allora, cari LGBT, dovete imitarli in tutto!
Ma d’altra parte, a ben vedere, questi LGBT sono incoscienti, per questo molto simili alle tartarughe: quindi, buona insalata!

(www.repubblica.it) – 22/10/2017 – A 186 anni d’età è l’essere vivente più vecchio del mondo. Adesso è anche l’alfiere di una rivoluzione sessuale in uno dei luoghi più remoti della terra: l’isola di Sant’Elena, sperduta nell’Atlantico meridionale, a 2000 chilometri dalle coste africane. Nato nel 1831, poco dopo la morte in esilio di Napoleone Bonaparte su questa minuscola colonia britannica, Jonathan è una tartaruga gigante e l’indiscussa celebrità locale. Dopo avere trascorso in solitudine buona parte della sua lunga vita, una trentina di anni fa ha cominciato a dare segni di irrequietezza. “Gli serve una girlfriend”, decretarono gli esperti. Il console francese, custode di Longwood, la casa in cui Napoleone esalò l’ultimo respiro, fece arrivare una seconda testuggine gigante, di nome Federica, affinché facesse compagnia a Jonathan.

È stato amore a prima vista. Creature abitudinarie, le due tartarughe mangiano sempre alla stessa ora, si ritirano a dormire alle 4 del pomeriggio e ogni domenica mattina, puntualmente, Jonathan monta Federica. Ma lei non è mai rimasta incinta, suscitando ipotesi che uno dei due fosse sterile. Ora la verità è venuta a galla, come riporta a tutta pagina il Times di Londra: esaminandola per una malattia, un veterinario si è reso conto che Federica è un maschio. Nessuno se n’era accorto, anche perché Jonathan non ha mai smesso il corteggiamento nei suoi confronti.

L’idea che le due tartarughe siano gay giunge al momento appropriato. Le autorità hanno presentato e poi sospeso una legge per il matrimonio fra persone dello stesso sesso: già legale nel Regno Unito, ma non ancora sull’isola, che gode di ampia autonomia. L’iniziativa ha provocato proteste, un sondaggio fra i 4255 abitanti e un ricorso in tribunale contro la discriminazione sessuale.

Jonathan e Federico, a questo punto va chiamato così, potrebbero dunque aiutare ad affermare i diritti dei gay. E contribuire ad attirare l’attenzione su Sant’Elena, che ne ha certamente bisogno: in questi giorni l’apertura di un aeroporto, al costo di 250 milioni di sterline, ha ridotto da sei giorni di navigazione a sei ore di volo i tempi per raggiungerla da Johannesburg. Gli aerei potrebbero portare un po’ di turismo. E i turisti hanno soltanto due cose da vedere: la casa di Napoleone e la coppia di tartarughe giganti. Diventate un simbolo dei diritti gay.