Tel Aviv minaccia il boicottaggio del Giro d’Italia

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Il Giro d’Italia quest’anno partirà da Gerusalemme, città santa per le tre più grandi religioni monoteiste del mondo. Gerusalemme, legalmente, nonostante le rivendicazioni di Tel Aviv non è la capitale dello stato ebraico e, coerentemente con questo assunto, gli organizzatori non vogliono qualificarla come tale. Apriti cielo. Tel Aviv minaccia di togliere i fondi e boicottare il Giro. Cosa prevarrà? Il diritto internazionale o la logica del profitto? Staremo a vedere (ma un’idea già ce l’abbiamo).

(www.huffingtonpost.it) – 31/11/2017 – Israele minaccia il boicottaggio del Giro d’Italia. I ministri dello Sport e del Turismo pronti a ritirare il finanziamento alle tre tappe previste sul territorio israeliano.

Il finanziamento israeliano alle tre tappe del Giro d’Italia in Israele rischia di essere annullato. In un comunicato congiunto i ministri Miri Regev (sport e cultura) e Yariv Levin (turismo) avvertono che “nella misura in cui nel sito del Giro non sarà cambiata la definizione che qualifica come punto di partenza ‘West Jerusalem’, il governo israeliano non parteciperà alla iniziativa”. “Gerusalemme – precisano – è la capitale di Israele: non vi sono Est e Ovest”.

“Gerusalemme è una città unita. Quelle pubblicazioni – aggiungono Regev e Levin, riferendosi alla definizione di ‘West Jerusalem’ – sono una infrazione delle intese col governo israeliano. Se ciò non sarà cambiato – concludono – Israele non parteciperà all’evento”.

Secondo il quotidiano filo-governativo Israel ha-Yom della questione si è interessato – oltre ai ministero dello sport e del turismo – anche il ministero per le questioni strategiche.

Il giornale precisa che quei ministeri sono giunti alla conclusione che “si tratta di pressioni di elementi filo-palestinesi, che vorrebbero sottolineare che Gerusalemme est non fa parte di Israele”. “Il Giro in Israele potrebbe essere annullato” titola il giornale, nel suo sito web.