Facebook, origine e terapia dei suicidi

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Pensavate che fossero la famiglia, gli amici, l’educazione retta e spirituale a poter salvare un giovanotto dal suicidio davanti al pc (sempre più ricorrente)? Vi sbagliavate di grosso… Ora ci pensa Facebook a evitare i suicidi.
Sarà forse che Zuckerberg è consapevole che la sua creatura è una delle cause principali di suicidio e allora vuole rimediare. Per salvare qualche gruzzoletto in borsa, ovviamente?

(www.repubblica.it) – 01.12.2017 – Facebook, l’intelligenza artificiale per evitare i suicidi

Il sistema analizzerà parole-chiave e schemi ricorrenti nei post, nei commenti e nei video per intervenire prima e meglio nelle situazioni a rischio. Distribuito in tutto il mondo, ma per ora non in Europa

 

Il filtro, che appunto nei Paesi dell’Unione non sarà per il momento implementato per ragioni di regolamentazione della privacy, sembrerebbe molto utile. Oltre a identificare i contenuti in odore di pensieri suicidi, servirà a dare priorità alle procedure di revisione e controllo per poter intervenire prima sui post considerati più a rischio. A ben vedere, è un corposo sviluppo del sistema già testato – ma solo sui post testuali e solo negli Stati Uniti – a partire dallo scorso marzo.
 
In un post sul blog ufficiale Guy Rosen, vicepresidente del prodotto, ne spiega il funzionamento: oltre a cercare parole e frasi scansionerà i commenti. Se troverà formule tipo “Tutto bene?” o “Posso aiutarti?” le classificherà come potenziali indicatori di pensieri suicidi. Anche l’assegnazione di quel compito di revisione, cioè chi se ne dovrà occupare, sarà curata con maggiore precisione. Non mancherà un arricchimento delle squadre che, in tutto il mondo, si occupano di questo genere di segnalazioni.
 
“Abbiamo team in tutto il pianeta operative tutti i giorni 24 ore su 24 che analizzano i report e danno rilevanza ai più seri – ha scritto Rosen – offriamo alle persone numerose possibilità, da quella di mettersi in contatto con un amico a una linea di supporto e altri consigli e risorse”. Come si diceva, anche Zuckerberg ne ha parlato: “Con tutta la paura di quanto l’intelligenza artificiale possa essere pericolosa in futuro, è bene ricordarci quanto possa invece aiutarci oggi a salvare vite umane”.