L’illusoria rivincita dei single

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Dopo le campagne per l’aborto, divorzio, coppie di fatto, gender, snaturamento dell’uomo, annullamento dei sessi, maschilizzazione della famiglia, ora anche gli studi degli uffici e degli osservatori più accreditati ti dicono che se stai da solo, non metti su famiglia, non ti leghi a nessuno, stai (apparentemente) meglio. La riflessione della Comunità Militante Furor mette in risalto le ripercussioni che si nascondono dietro a quest’ultimo studio atto ad assecondare l’atomizzazione dell’uomo e la distruzione di tutti quei pilastri che hanno fatto sempre della persona un essere centrato.

(a cura della Comunità Militante Furor)

Che la famiglia tradizionale sia ritenuta antiquata e poco alla moda è risaputo, ma lo studio tedesco, prontamente riportato da Repubblica.it, fa un passo avanti. Con un test su qualche migliaio di persone ci esorta a rimanere single. Chi “sceglie” di non avere alcun tipo di relazione, secondo il suddetto studio, riesce meglio negli affari, ha una salute migliore ed è sessualmente più stimolato. Come dicevamo questo studio fa un passo avanti sì, ma nel vuoto.

Questo è solo un altro, l’ennesimo, messaggio minatorio contro il concetto sul quale si basa la nostra cultura: la famiglia. Ogni giorno la sovversione lavora, con meticolosità e pazienza, alla distruzione dei pilastri sui quali l’uomo edifica, con equilibrio, l’esistenza. Non solo si vuole spazzare via la famiglia tradizionale, creatrice e portatrice di valori, ma si punta alla totale atomizzazione dell’individuo. Viviamo il tempo della precarizzazione dell’uomo, non solo nei rapporti economici, ma, ancor di più, nella sfera sentimentale e spirituale. Un uomo sradicato, frastornato e confuso è più facile da dirigere e gestire. Un uomo senza un’Itaca alla quale tornare e ispirarsi è preda delle correnti, in un mare di squali.

Come sempre, però, il mondo moderno è pronto a restituire qualcosa allo schiavo che sceglie di seguire la via del materiale tracciata per lui. Soldi, salute e sesso sono la sua promessa di ricompensa. Eccolo lì l’uomo moderno, si allontana sulla sua cabrio, il suo sguardo incontra, appena possibile, lo specchietto, si piace, si ammira come un pavone. Lo aspettano i suoi amici cinquantenni single, per l’ennesimo aperitivo in centro e forse, se è fortunato, anche un rapporto con qualche sconosciuta, sempre se non ritiene affascinante la tendenza dell’asessualità.  Alla fine della giornata, dopo aver appagato tutti i suoi più effimeri desideri materiali, il nostro uomo moderno, è pronto ad avere il silenzio e il vuoto della sua condizione da single. Carne, null’altro.