Nettuno celebra l’invasione e l’asservimento

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(a cura di un collaboratore della Redazione di At.com)

L’Italietta democratica e serva non si stanca mai di celebrare, unica al mondo, le date che segnano i momenti più vergognosi della propria storia, segnati dal tradimento, dalla viltà, dal consegnarsi anima e corpo ai nemici, dal vendersi con infamia e senza pudore. Dal 25 aprile all’8 settembre.

E così, nel prossimo fine settimana, il comune di Nettuno e la Pro Loco Forte Sangallo, come avviene da qualche anno a questa parte, organizzano una “imperdibile” tre giorni per celebrare lo sbarco alleato del 22 gennaio 1944. “Dalla spiaggia alla libertà. Nettuno, 22 gennaio 1944, lo sbarco” è il nome aberrante dell’iniziativa.

Nettuno ed Ardea saranno, in particolare, i principali teatri(ni) delle commemorazioni dell’Operazione Shingle, per “celebrare così la memoria di chi diede la vita per un ideale e per difendere la libertà”… come recita spudoratamente la locandina dell’evento.

Documentari, mercatini, marce e cortei storici con mezzi militari d’epoca, esposizioni, dibattiti, “progetti culturali e didattici”, presentazioni di libri a tema, visite guidate, filmati, anche uno “Street Food” anni ’40, ecc… Insomma, un’iniziativa completa e ben organizzata, l’ennesima occasione per rinsaldare e rafforzare le radici della menzogna, per confondere, sviare, oltraggiare.

L’unica cosa che ci conforta, come sempre accade quando ad Anzio e Nettuno si celebra la sconfitta e il disonore, il tradimento e l’asservimento, è sapere che l’anima dei 65 marò del battaglione Barbarigo che ancora mantengono ferme le loro posizioni al Campo della Memoria, tengono accesa in quelle terre, nel silenzio che inghiottirà le rumorose celebrazioni di questo fine settimana, la fiamma dell’onore e della buona battaglia, quella che garantirà a loro, ed a tutti coloro che anche grazie al loro sangue sono stati salvati, di risorgere.