Novità dagli scaffali

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VESTA E IL FUOCO DI ROMA

Autore: P. Galiano
Anno
: 2011
Pagine
: 71


Il libro: Per comprendere anche storicamente i riti di Vesta e la loro connessione con la Regia in quanto “focolare del Rex” è necessario esaminare brevemente la storia più arcaica di Roma, a partire dall’Età del Bronzo Recente, a quando risalgono cioè le prime testimonianze di un abitato sul Palatino, il germe della Roma Quadrata di Romolo . La trattazione segue di necessità ciò che racconta il mito, perché la storia di Roma è tutt’uno con i suoi miti, tanto da poter parlare di una “mitistoria”, cioè di una storia che si rivela attraverso il mito e che la ricerca attuale, in particolare quella archeologica, conferma con una sovrapposizione perfetta fra i due strati mitico e storico. 

Il termine “mito” va inteso nel suo reale significato, non “fantasia”, accezione che viene data nell’ambito della cultura moderna per ignoranza della sostanza delle parole, ma secondo la definizione di Attilio Mordini: “Il termine mythos significa, almeno nel senso originario, parola, parola che si manifesta dal silenzio nell’atto segreto dell’iniziazione ai Misteri; e cela, ma al tempo stesso porge discretamente e rivela, la verità che nel gran silenzio primordiale è racchiusa”.
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ALDILA’ DI BENE E MALE
 
Titolo completo: Aldilà di Bene e Male. Preludio a una filosofia del futuro

Autore: Friedrich Nietzsche
Anno: 2017
Pagine: 396


Il libro: Questo è il libro fondamentale di Friedrich Nietzsche: più netto, più deciso, più vigoroso, più politico. Ciò che nello “Zarathustra” era lirismo e azzardo, e chiedeva al lettore una empatia a tratti difficoltosa, qui è spiegato con spietata precisione. Il martello del filosofo manda in frantumi la colonna portante dell’era volgare: la fertilissima coppia Bene-e-Male, quest’endiadi che ha tenuto incatenata la storia dell’uomo.

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CONTRORISORGIMENTO 

Titolo completo: Controrisorgimento. Il movimento filoestense apuano e lunigianese.
Autore
: Nicola Guerra
Anno
: 2009
Pagine
: 135


Il libro: Questo studio, basandosi su fonti di archivio e pubblicazioni dell’epoca, prende in esame, nel territorio corrispondente all’attuale provincia di Massa Carrara, gli eventi e le condizioni sociali successive alla presa di potere sabauda del 1859. Il quadro che emerge si dimostra da subito complesso ed articolato evidenziando una situazione sociale e politica ben lontana dalla collettiva sollevazione popolare filounitaria spesso narrata. È presente, infatti, una reazione filoestense, determinata da scelte e comportamenti individuali e collettivi, che assume i tratti tipici di un movimento di resistenza e di un fenomeno di volontariato militare. L’inquadramento di tali eventi all’interno del dibattito storiografico nazionale porta l’autore a formulare e rispondere ad un chiaro interrogativo: il Risorgimento fu moto di unificazione nazionale, rivoluzione mancata o guerra civile?

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PENSIERI ANTIMODERNI
  
Titolo completo: Pensieri antimoderni
Autore: Davila Nicolas Gomez
Anno: 2008
Pagine: 116


Il libro: I celebri aforismi di Davila, approfondimento delle invettive e dei canti nietzscheani, prolungamenti degli inni e delle laudi dei soli al cospetto con il divino.

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PICCOLI BORGHESI

Titolo completo: Piccoli borghesi
Autore:
Pierre Drieu La Rochelle
Anno:
2017
Pagine:
408


Il libro: Controverso, originalissimo, Pierre Drieu La Rochelle è tra i più importanti scrittori francesi della prima metà del Novecento. Sconvolge, nei suoi libri, la calma apparente, una lucidità disperata e raggelata, ma che dissimula un tremore, una voragine dentro la quale Drieu si è già calato. Tutti i suoi romanzi esprimono la necessità di una confessione. Così è anche in “Piccoli borghesi”, forse il suo capolavoro, pure se assente dalle librerie italiane da quasi mezzo secolo e che oggi riproponiamo nella storica traduzione di Alfredo Cattabiani. In questo romanzo familiare c’è la storia della vita dell’autore e i suoi complicati rapporti con suo padre. Un padre che Drieu, come ci ricorda Alessandro Gnocchi nel l’approfondito e intelligente saggio introduttivo, odiava e temeva.

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IL VALORE DELLO STATO E IL SIGNIFICATO DELL’INDIVIDUO

Titolo completo: Il valore dello stato e il significato dell’individuo
Autore:
Carl Schmitt
Anno:
2013
Pagine:
104


Il libro: “Il valore dello Stato” (1914) delinea le principali categorie intellettuali e politiche dello Schmitt maturo. Il libro investe i problemi della contrapposizione fra vita e scienza, fra empiria e diritto, con l’obiettivo di giungere a un punto di vista che consenta un’attiva formazione giuridica dell’esperienza. Nella visione schmittiana, il senso dello Stato consiste nel suo compito di realizzare il diritto nel mondo tramite la decisione, ed è questo compito che fa dello Stato il potere supremo. Esso dunque è il titolare di quell’azione politica che traduce l’idea giuridica nella pratica.

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SESSANTOTTISMO  

Titolo completo: Sessantottismo. Radici ebraiche di una devastazione.
Autore:
Gianantonio Valli
Anno:
2014
Pagine:
210


​Il libro: Se mai ci fu nella storia una rivoluzione i cui obiettivi vennero per la maggior parte realizzati, questa è rappresentata dai moti studenteschi e politici che possiamo raggruppare sotto il termine “Sessantotto”, che però mostrò – ai più diffidenti ed avveduti – tutta l’eterogenesi dei suoi fini e tutto il suo fallimento politico, tanto da far sospettare che dietro ai protagonisti di quegli eventi e alle masse giovanili ci fossero una precisa volontà di destabilizzazione geopolitica ed una longa mano di persone fisiche, portatrici di un progetto di distruzione delle nazioni europee. Il presente volume non vuole tracciare la storia di quella callida “utopia”, né la parabola dell’involuzione dei suoi attori nell’individualismo di massa, nella droga, nel sesso, nel disimpegno, nel fricchettonismo, nella resa al Sistema profumatamente pagata anche con cariche istituzionali. Né vuole ricordare i gruppi “fascisti” davvero contestatori del Sistema fin dalle sue radici ideali, ridotti al silenzio dall’onnipresenza manesca del Sessantottismo, dall’infantilismo dei loro “capi”, dalla repressione politica. Il volume vuole invece mettere in evidenza chi ha illuso la disgraziata gioventù del 1968 consegnandola alla tirannia del più bieco liberalcapitalismo.

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I BOSCHI SACRI DELL’ANTICA ROMA

Titolo completo: I Boschi Sacri dell’Antica Roma
Autore:
Giorgio Stara-Tedde

Anno: 2014
Pagine: 48


Il libro: “Il culto dei boschi sacri, comune a tutti i popoli dell’antichità, fu in grande onore anche presso i Romani e se ne trovano importanti ricordi fino agli ultimi tempi del paganesimo. Ed anzi tanto era esso radicato nell’animo del popolo, che se ne possono sorprendere non ispregevoli traccio persino nei primi secoli dell’età cristiana, come dimostrerò in altro mio lavoro, che farà seguito al presente. ’ È appena necessario ricordare che ai boschi sacri davasi dai Romani il nome speciale di Incus; nome che deve distinguersi, come ci avvertono gli antichi scrittori, da Silva e da nemus, usati per indicare i boschi privi del carattere sacrale. I luci erano in origine quella parte delle selve destinate al culto, e dove gli abitanti primitivi si radunavano per attendere ai riti religiosi. Essi devono quindi considerarsi come i primi templi: dal lucus si passò alla aedicula, o piccola cappella, costruita dinanzi ad un albero sacro; dalla aedicula al sacellum, costituito, come dicono Pesto e Trebazio, da un piccolo tratto di terreno, cinto da un muro, e con un’ara nel mezzo ; dal sacellum, finalmente, alla aedes sacra, o tempio, Ma questa trasformazione non fu così radicale, che accanto ai templi non continuassero ad esistere le edicole ed i sacelli, sia in Roma, dove i sacelli compitali rinnovati da Augusto si conservarono a lungo ; sia nella campagna, dove sorgevano frequenti le edicole, specialmente all’incrocio di due più vie campestri. Inoltre, per quello spirito di conservazione che è proprio ad ogni culto, gli antichi Romani non soltanto piantarono alberi sacri attorno ai sacelli ed alle edicole, ma vollero che a ciascun tempio fosse unito un Incus, quasi a perenne ricordo della primitiva sede delle religiose adunanze nei boschi sacri.[…]”

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LA QUARTA TEORIA POLITICA

Titolo completo: La quarta teoria politica
Autore: Aleksandr Dugin
Anno: 2017
Pagine: 422


Il libro: La Quarta Teoria Politica si può dire costituisca la principale opera teoria del filosofo e saggista Aleksandr Gel’evic Dugin, esponente di spicco del neo-eurasiatismo. Non si presenta tanto come un sistema filosofico o un’ideologia preconfezionata, quanto come un contributo alla critica contemporanea al liberalismo. In questo senso, è già diventato un classico tradotto e diffuso in più lingue. Dugin postula la sua “quarta teoria” distinguendola dalle tre principali ideologie della modernità – il liberalismo, il comunismo e il fascismo – sostenendo la necessità di un loro superamento per opporsi al neo-liberalismo egemone nella postmodernità. Egli invita a riscoprire valori come la giustizia sociale, la comunità di popolo, la libertà della persona nell’ottica di un nuovo progetto culturale. Il filosofo russo propone così la riscoperta di un nuovo soggetto politico, il concetto heideggeriano di Dasein (Esserci). Il risultato è un’opera fondamentale per chi sia interessato a forgiare nuovi strumenti teorici di lotta e resistenza.

Questo volume comprende la Quarta Teoria Politica di Aleksandr Dugin, così come riveduta dall’Autore, con l’aggiunta di alcuni suoi articoli sullo stesso argomento. In aggiunta, un saggio introduttivo di Andrea Virga aiuta il lettore italiano ad affrontare un autore comunque non d’immediata comprensione, in ragione di una forma mentis (russo-ortodossa) differente rispetto alla nostra, al di là di un forte debito con la cultura europea.

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FASCISMI NEL MONDO

Titolo completo: Fascismi nel mondo
Autore:
Sergio Pessot
Anno:
2017
Pagine:
312


Il libro: La lettura dell’avvincente opera di Sergio Pessot provoca alcune domande destinate a turbare i custodi della imperiosa vulgata storiografica: perché si verificò il successo del fascismo, dopo la grande guerra democratica, che aveva segnato la fine dei regimi autoritari/reazionari appartenenti al passato? Perché si affermò il movimento di Mussolini, un politico che aveva sostenuto l’intervento dell’Italia nella guerra liberale?
Quale imprevista ragione sosteneva la volontà di andare oltre l’ordine stabilito dalla vittoria delle nazioni modernizzatrici, oltre il capitalismo trionfante, oltre il marxismo emergente in Russia, oltre i progetti degli eredi legittimi e dei custodi inflessibili degli immortali principi del 1789?
Perché il fascismo seminò inquietudine e speranze nel cuore generoso della gioventù vivente in ogni luogo della Terra. In Giappone e in Sud America, in Cina e nella Scandinavia, in India e in Francia, in Sud Africa e in Spagna, nel mondo arabo e nel mondo cattolico?
Quale segreta ragione muoveva la rivolta contro il vertice speculativo della modernità, che si era felicemente/stabilmente (così si pensava) affermato nelle strutture politiche sulle quali vigilava una gongolante e vincente borghesia liberale, tecnocratica e bancaria?

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