Meno sbarchi? Non sia mai… so’ soldi!

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Ennesima riprova che l’immigrazione è un business: a Marsala arrivano meno barconi carichi di immigrati e… i centri di accoglienza protestano! Come si protesta quando le aziende riducono gli stipendi oppure quando i petrolieri alzano il prezzo della benzina: è tutto un fatto di soldi e le onlus (ah-ah-ah) con gli amici pro-immigrazionisti vogliono la loro paga in forma di immigrati. Come si vede, a nessuno interessa il destino di queste persone, né risolvere i problemi dei paesi da cui provengono. Oramai gli immigrati servono… e se serve protestare perché ne arrivano pochi, allora si protesta!

(trapani.gds.it) – 25.01.2018 – La situazione ha del clamoroso, quasi del paradossale: mentre da più parti monta la protesta per la continua accoglienza di immigrati, a Marsala gli immigrati, specie i «minori non accompagnati», vengono accolti favorevolmente, anzi scoppia la protesta per la ventilata «chiusura» dei Centri di accoglienza per minori.

Ed è proprio alla base di tale rischio che i rappresentanti delle cooperative sociali che si occupano dell’assistenza ai minori non accompagnati, hanno manifestato tutto il loro malumore e dato vita ad un primo pacifico momento di protesta. Il blocco degli affidamenti dei minori sbarcati nelle strutture di accoglienza del Comune di Marsala, sembra infatti essere l’anticamera della chiusura dei Centri di prima accoglienza che operano nel territorio marsalese e, «a cascata», anche delle strutture di seconda accoglienza.

Già martedì una rappresentanza delle cooperative sociali che si occupano dei minori hanno incontrato il dirigente del settore Servizi Sociali, Nicola Fiocca, e l’assessore del settore Clara Ruggieri, ma insoddisfatti dell’incontro, hanno preso parte attiva alla seduta del Consiglio comunale dove hanno consegnato un comunicato stampa nel quale espongono le ragioni della loro protesta.