Di Maio va a prendere la benedizione dalla City

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Curiosi gli effetti delle elezioni sui politici italiani: più si avvicina il voto, più ossessivamente questi camerieri in giacca e cravatta corrono dai loro padroni a farsi “benedire”. Prima Berlusca a Bruxelles a rassicurare gli eurocrati, per non parlare di Renzi&Gentiloni, sempre in prima linea se c’è da leccare qualche sedere oltralpe (Macron e Angela) e oltreoceano (come non dimenticare l’endorsement a Hillary?); infine Di Maio, leader dei 5 stelle, oggi, con al seguito un economista, all’accatto dei placet degli investitori della City, cui assicura: “non siamo populisti”. 
Domanda: ma se sono così diversi, perché questi signori si comportano tutti allo stesso modo? Ma non è che, sotto sotto, questo sistema è immune a qualsiasi “riforma”, e chiunque ci provi, viene puntualmente inglobato dal sistema stesso?
In questi clima elettorale, tra tante “investiture” e “benedizioni”, non possiamo che augurarci che il 4 marzo siano gli italiani a mandarli a “farsi benedire”… con l’unico atto rivoluzionario che la scheda permette al popolo. ASTENSIONISMO!

(ansa.it) -31.01.2018 –  ‘Il giorno dopo le elezioni, se non dovessimo avere la maggioranza dei seggi, farò un appello pubblico a tutte le forze politiche invitandole a convergere sui temi e sulla nostra squadra di governo, senza alcun tipo di alleanze, inciuci o scambi di poltrone di governo”: il candidato premier M5S, Luigi Di Maio,  ha illustrato agli investitori internazionali incontrati a Londra le sue intenzioni una volta conosciuto l’esito elettorale. 

“Nessun governo di larghe intese, come abbiamo sempre detto presenteremo una squadra di governo prima delle elezioni. Dopo, se non ci dovesse essere una maggioranza assoluta del M5S faremo un appello per convergere sui temi. Noi chiederemo di mettere assieme ai nostri 20 punti altri punti legati ai nostri valori”: ha affermato all’ANSA Di Maio. E a chi gli chiede se ci possa essere stato un malinteso negli incontri alla City, Di Maio spiega: “a 30 investitori ho ripetuto questo concetto, probabilmente c’è stato un problema di traduzione”.

Nell’incontro, Di Maio ha spiegato anche che il movimento non è populista. “Abbiamo un programma chiaro e la volontà di andare al governo per cambiare l’Italia”.  “Abbiamo ottimi feedback”, ha aggiunto poi il candidato premier del Movimento 5 Stelle, “sia sul nostro programma sia sui nomi della nostra lista di candidati”. Scopo della missione era, in particolare, illustrare – con l’economista e candidato Lorenzo Fioramonti – “le misure economiche” del programma del movimento.

“Stiamo raccontando (agli investitori della City) il nostro programma economico e stiamo raccontando della nostra squadra di super competenti che abbiamo inserito nelle liste, persone del mondo dell’università, della ricerca, dell’imprenditoria e molti di loro già la conoscevano”, ha sottolineato quindi l’esponente del M5S. Non senza ribadire che scopo della missione è in particolare quello di illustrare – con l’economista e candidato Lorenzo Fioramonti – “le misure economiche” del programma del movimento: un programma che – ha insistito – dimostra che noi non siamo populisti”.