Essere un Capo (C.Z. Codreanu, “Il Capo di Cuib“)

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“Un capo deve essere compreso, deve riflettere bene quando assume una decisione, affinché questa sia buona […]
Deve essere benevolo e amare gli uomini al suo comando. Deve essere sereno: tale deve apparire davanti a coloro che egli comanda, non triste, scuro, nervoso.
Deve essere giusto con i legionari e con tutti. Non commetterà ingiustizia neppure nei confronti dell’avversario. Lotterà contro di lui, lo sconfiggerà: ma sempre con mezzi consentiti dalla giustizia e dalla morale; non con la viltà o con la menzogna. Deve essere coraggioso e deciso nelle ore del pericolo […]
Deve dividere le gioie e i dolori con tutti i suoi camerati. In ogni occasione, e non solo nel mondo legionario, egli deve scegliere per sé il posto più difficile. Un legionario non preme per raggiungere il primo posto a tavola o il letto migliore.
Deve essere abile, deve cioè condurre a buon esito ogni ordine, usando i mezzi più intelligenti.
Deve impartire comandi chiari e guidare i suoi uomini alla vittoria.
Non parli male dei suoi camerati. Non permetta che gli si parli male di altri.
Sappia conservare l’armonia nell’unità che egli dirige. Questa è una cosa d’importanza capitale […] Sia cortese con tutti. Non sia sgarbato con le persone, per allontanarle invece di attrarle.
Deve essere moderato in tutto. Per esempio: non si può concepire nessun capo e nessun legionario ubriaco. Il legionario può divertirsi, ma non deve ubriacarsi.

Sia uomo di parola. Abbia un onore che gli susciti la stima di tutti coloro che lo circondano.
In una parola, si comporti in maniera che tutti possano dire: «In un legionario puoi aver fiducia, poiché, quando si prende a cuore una cosa, egli la conduce a buon esito».
Il capo dei legionari è un uomo straordinario, il quale riesce vittorioso in ogni situazione, per quanto difficile sia. Egli deve essere vittorioso. Se cadrà, egli si alzerà di nuovo e vincerà”

(C.Z. Codreanu,Il Capo di Cuib)