Letto da un militante | Il re del mondo

797

IL RE DEL MONDO

René Guénon

“Più diventa tutto inutile
e più credi che sia vero  
e il giorno della Fine
non ti servirà l’Inglese.”

Per via della vita moderna e dell’informazione in mano ai centri di potere che plasmano la realtà a loro piacimento, e dell’istruzione sempre più asservita alle necessità produttive ed al politicamente corretto, capita spesso di ripensare a queste parole contenute nel brano “Il re del mondo” di Franco Battiato.

Forse c’è chi si è incuriosito all’argomento partendo dalle canzoni del cantautore, noto lettore di Guénon anche se fuorviante interprete a suo originale modo della cultura tradizionale, o magari altri al contrario lo hanno ascoltato proprio per via di questo suo “interesse” esoterico. Fatto sta che del Re del Mondo non si è solo parlato in ambito dottrinario, la figura del “monarca del bene e del male” ha affascinato anche la letteratura profana.

E’ da questo presupposto che René Guénon parte, traendo spunto dalle due opere Mission de l’Inde di Saint-Yves d’AlveydreBêtes, Hommes et Dieux, di Ferdinand Ossendowski, nelle quali vengono narrate vicende legate al centro iniziatico di Agartha ed al suo sovrano Brahmatma. Quello del Re del Mondo, ci chiarisce l’autore, è il titolo attribuito al Manu e designa il principio della intelligenza cosmica la quale, riflettendo la luce spirituale pura, formula la Legge (Dharma) che regge il mondo e l’attuale ciclo di esistenza come capo di tutte le gerarchie iniziatiche.

Questo può dare l’idea di quanto sia fondamentale la figura in questione, e quanto utile sia un approfondimento dottrinario in tal senso. Il testo, agile e breve, lo effettua attraversando le varie tradizioni e percorrendo diversi punti chiave dell’argomento, alla ricerca di un regno invisibile di cui tutti i domini legittimi sono emanazione, anche attraverso contatti con l’esterno riservati a pochissimi qualificati.

E non è importante localizzare questo centro primordiale da un punto di vista geografico o storico, quello che per noi conta oggi è il valore simbolico che tale realtà assume nella sua funzione di presenza e conservazione della Tradizione nella sua forma incorrotta, in vista dell’imminente fine del Kali-Yuga e della restaurazione che ne deriverà.

PER ACQUISTARE IL LIBRO CLICCA QUI!