I Ching Esagramma 27: l’alimentazione

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L’esagramma è un simbolo costituito da sei linee, continue o interrotte, accompagnato da una spiegazione (gauci). Oggi, pubblichiamo il contributo di un nostro lettore sull’esagramma 27 del Libro dei Mutamenti (I-Ching), sull’alimentazione. Chi legge vi troverà una perla di saggezza antica: Chi cura le parti insignificanti del suo essere è un uomo insignificante. Chi cura le parti nobili del suo essere è un uomo nobile.

di Alessandro Zanconato

Sopra Kenn, l’ Arresto, il Monte

Sotto Cenn, l’ Eccitante, il Tuono

Il segno è l’effigie di una bocca aperta; sopra e sotto, le labbra intere, e, fra queste, l’apertura della bocca. Dall’immagine della bocca per la quale si ingeriscono i cibi per alimentarsi, l’idea passa all’alimentazione stessa. Nelle tre linee inferiori è rappresentata l’alimentazione vera e propria, e precisamente quella corporea; nelle tre linee superiori è rappresentata l’alimentazione e la cura degli altri, e precisamente quella spirituale, superiore

LA SENTENZA 

Gli angoli della bocca. Perseveranza reca salute.

Guarda all’alimentazione ed alle cose con le quali un uomo

Cerca egli stesso di riempirsi la bocca.

Accudendo alla cura e all’alimentazione è altrettanto importante occuparsi di quelle persone che lo meritano quanto del modo giusto di alimentare se stessi. Volendo conoscere qualcuno basta osservare il genere delle persone alle quali rivolge le sue cure e quei lati della propria indole che costui cura ed alimenta. La natura nutre tutti gli esseri. Il grand’uomo alimenta e cura i capaci per provvedere attraverso questi alla cura di tutta l’umanità. 

Mong Tse, VI, A14, dice a questo proposito: ″Se si vuol riconoscere se qualcuno è capace o inetto non occorre guardare ad altro che a quale parte del suo essere egli dà particolare importanza. Il corpo ha delle parti nobili e delle parti ignobili, ha delle parti importanti e delle parti insignificanti. Non bisogna danneggiare l’importante per amore dell’insignificante e non danneggiare il nobile per amore dell’ignobile. Chi cura le parti insignificanti del suo essere è un uomo insignificante. Chi cura le parti nobili del suo essere è un uomo nobile″. 

(trad. Richard Wilhelm, Astrolabio-Ubaldini; Adelphi)