Il Vecchiotto cerca moglie

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(tratto dalla rubrica “Riflessioni dentro e fuori le mure”, in Heliodromos, Primavera 2002)

Il Vecchiotto cerca moglie

Nella sua invettiva Contro l’usura, Ezra Pound ha tracciato in pochi versi essenziali il profilo perverso del mondo in balia del denaro, in cui lo spirito sembra ritirarsi sempre più, fino a sparire del tutto, se solo questo fosse possibile. L’assenza dello spirito comporta, fra le conseguenze più immediate e inevitabili, al riduzione del singole essere umano alla sua dimensione pesante e oscura, non confortata dalla luce dell’intelletto e privata dell’agilità mentale che consente, tra l’altro, di conservare il senso del ridicolo. Nei suoi versi, infatti, Pound a un certo punto recita: “usura soffoca il figlio del ventre/arresta il giovane amante/cede il letto a vecchi decrepiti,/si frappone tra giovani sposi”, evidenziando una delle più appariscenti manifestazioni del rincoglionimento umano: il fidanzamento di vecchi decrepiti con giovani fanciulle nel fiore degli anni.

La natura ha delle leggi che non si possono impunemente trasgredire, pena il rivoltarsi di questa attraverso conseguenze che possono diventare catastrofiche per il trasgressore. E’ normale e naturale che nasca l’attrazione e l’amore fra i giovani coetanei, in cui si ha una totale condivisione di energie e tensioni, sogni e desideri, illusioni e speranze, ingenuità e inesperienza, freschezza e candore, schiettezza e spontaneità. Non è invece normale che una ragazza giovane e bella si leghi sentimentalmente a uno che potrebbe essere non il padre ma il nonno, salvo i rari casi di perversione sessuale, sempre possibili ma, appunto, rari e patologici.

Resta, quindi, solo il denaro a giustificare e consentire le sempre più diffuse trasgressioni delle leggi di natura, assecondando il vampirismo della vecchiaia che s’illude di mantenersi giovane consumando “carne giovane”; e in cui la prostituzione si veste di abito bianco, per fingere una rispettabilità che gli sguardi ironici dei passanti smascherano impietosamente.