Vecchio ‘scienziato’ che vuole morire. Essere esempio NEGATIVO

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L’ennesimo fenomeno della fallibilissima scienza moderna, ce lo abbiamo davanti: arrivato a 104 anni in perfetta salute, questo scienziato si fa (l’ultima) pubblicità su tutti i giornali dichiarando che a breve si recherà presso una clinica per farsi ammazzare. La chiamano “dignità” oggi, ma un tempo si chiamava “profonda irriconoscenza per la grazia ricevuta”. Quella di poter vivere bene questa esistenza… Ma questi soggetti sprecano questa occasione per elevarsi. E non basterebbero 200 anni a questi vermi per capire tutto ciò.

(www.repubblica.it) – 02/05/2018 – Australia, non è malato ma vuole morire. Scienziato di 104 anni sceglie l’eutanasia in Svizzera
Ha 104 anni, è il più anziano scienziato australiano, e ha deciso di morire. Il professor David Goodall non soffre di una malattia terminale ma ha scelto di volare in Svizzera per praticare il suicidio assistito, vietato in Australia. “Sono molto dispiaciuto di aver raggiunto quest’età”, ha detto il botanico alla rete televisiva ABC nel giorno del suo ultimo compleanno, il 4 aprile scorso.

“La qualità della sua vita è deteriorata, così ha deciso di prendere un appuntamento con un’agenzia per il suicidio assistito a Basilea” hanno annunciato i legali per l’eutanasia. Già a inizio mese Goodall aveva sottolineato la sua insofferenza. “Non sono felice. Voglio morire. Non è particolarmente triste. È triste sentirsi il peso dell’età'”, aveva specificato nell’intervista. “Il mio pensiero è che una persona anziana, come me, dovrebbe avere tutti i diritti, inclusa la possibilità del suicidio assistito”.

Il caso riapre il dibattito sull’eutanasia. Vietata in molti paesi del mondo, la pratica è stata bannata anche in Australia fino alla scelta, lo scorso anno, dello stato di Vittoria di renderla legale. Una legge che entrerà effettivamente in vigore da giugno 2019 e che sarà applicata solo ai malati terminali capaci di intendere e volere con un’aspettativa di vita minore di sei mesi. Anche altri Stati australiani in passato hanno discusso della legittimità dell’eutanasia, l’ultimo il New South Wales, lo scorso anno.

La Exit international, che assiste coloro che scelgono il suicidio assistito e che ha aiutato Goodall a organizzare il viaggio, ha biasimato l’Australia. “È ingiusto che il più anziano e tra i più influenti cittadini australiani sia costretto a viaggiare dall’altra parte del mondo per morire con dignità”, hanno scritto sul sito dell’associazione. La no profit ha poi lanciato la campagna di raccolta fondi GoFundMe per comprare due biglietti aerei, per Goodall e per il suo accompagnatore, in business class, raccogliendo oltre 10mila euro.

Goodall, ricercatore onorario all’Università di Perth, era finito sui titoli dei giornali nel 2016 quando era stato dichiarato non più idoneo al lavoro. La decisione dell’ateneo aveva suscitato una rivolta e dopo l’appoggio dei membri della comunità scientifica internazionale la decisione era stata revocata. Tutt’oggi lo scienziato continua a pubblicare e correggere articoli per molte testate di ecologia e botanica.