Il Nemico combatte con le immagini

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(contributo a cura della redazione di AzioneTradizionale.com)
È opinione comune che i cambiamenti si realizzino democraticamente, attraverso le decisioni di un parlamento eletto a suffragio universale. Nulla di più errato: ecco qualche esempio di come il vero cambiamento sociale, quello profondo, passi per altre vie.

Guardate l’immagine qui sopra. È una campagna pubblicitaria della Diesel (che non pubblicizza alcun prodotto), che mostra un bambino (bianco) e un adulto (nero) in rapporti più che amichevoli… sopra, il sempreverde slogan “make love not walls“. Ora, a pensarci bene, questo vomitevole manifesto, che inneggia alla pedofilia, apparso sugli autobus della “cattolicissima” Roma un paio di anni fa, ma che ovviamente non sollevò alcuna polemica sui giornali e in Campidoglio (mica come i manifesti contro l’aborto, prontamente rimossi dalle milizie di Virginia…!), non risponde ad alcuna logica di marketing. Non si rivolge ad alcuna sezione di mercato: solo una minuscola percentuale della popolazione, al giorno d’oggi (almeno in Italia), si troverebbe d’accordo con il messaggio. 
 
Ma allora perché questo manifesto? È evidente che l’intenzione va oltre il profitto economico della singola casa di moda, ma risponde a logiche riconducibili alla “finestra di Overton”. Si spinge in tutti i modi un fenomeno, inizialmente considerato da tutti aberrante, finché la società, piano piano, non lo accetterà come pacifico, prima, e come giusto, poi. Infine, il suo opposto sarà condannato. È successo con l’omosessualità, fino a trent’anni fa considerata “malattia”. Nel 2019, invece, il malato chi è? L'”omofobo”. Chissà se, tra vent’anni, metteranno in galera tutti i “pedofobi”… Stessa storia con l’aborto, con la “libberttà” e quelle cornacchie senza dignità che vanno in piazza ricordando che l’utero sarebbe il loro, così come il diritto di sprecarlo in una vita di niente.
 
Allo stesso modo, provate a farvi un giro in stazione Termini o in stazione centrale a Milano e a guardarvi intorno: vi troverete letteralmente circondati da gigantografie – sempre pubblicità di vestiti di marca – che raffigurano modelli dal sesso indefinito, e spesso in coppie multirazziali. Se poi abbasserete lo sguardo, però, non vi troverete davanti ad una massa di ermafroditi e meticci. Ma tra dieci anni sarà lo stesso? Anche qui, infatti, l’obiettivo non è di rivolgersi ad un pubblico già esistente, ma di crearlo questo pubblico, di spingere un modello, quello liquido, senza connotazioni di identità razziale, religiosa e financo sessuale, finché non sarà la normalità.
 
Allo stesso modo, cinema, serie tv e televisione sono armi potentissime. Gli esempi, anche a casa nostra, si sprecano: basti pensare alle lagne che le nostre madri e nonne si sorbiscono su Canale 5 – dove c’è sempre la storia commovente del gay di turno ospite di Barbara D’Urso – e su Rai Uno, le cui fiction, ormai, se non hanno almeno una scena di sesso tra due uomini, pare non possano andare in onda. 
Lagne, tanto importanti, in quanto vanno a fare il lavaggio del cervello anche a quelle parti di società italiana più resistenti alle varie assurdità “moderne”.
 
Sia chiaro, però, un punto: questi cambiamenti solo alla fine ottengono un riconoscimento giuridico e politico. Vedi le ‘unioni civili’: sono diventate legge dopo anni di bombardamento a colpi di Platinette e del Ken umano in tivvù. 
 
Ma, allora, chi controlla le immagini? Abbiamo visto che di certo questo processo, che segna e cambia, profondamente e allo stesso tempo in modo sottile ed inesorabile, il mondo, non parte dal basso: è in mano a piccoli, supremi ed inaccessibili poteri, operanti nel mondo della televisione, del cinema e della moda (avete mai conosciuto una persona “normale” lavorare nell’alta moda?).
 
L’imperativo, per chi vede l’inganno, è di restare sveglio. Riconoscere le immagini e la narrativa del sistema, e non cadere nei suoi tranelli. Alta la guardia, la tensione alta. Non si scherza con le immagini, con l’immaginario, con la direzione del cammino: quella sbagliata conduce nella perdizione. Quindi, sii saldo e circondati di tuoi simili. Un giorno il Sole tornerà a splendere, e i suoi raggi divoreranno queste larve figlie delle tenebre.