• I CHING – IL MORSO CHE SPEZZA • esagramma n. 26

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L’I Ching è un antichissimo testo sapienziale cinese, composto di 64 esagramma, simboli costituiti di linee yang (intere) e yin (spezzate), capaci di raffigurare tutti gli stati e i mutamenti dell’universo. Chi ne apprende il linguaggio è in grado di accordare la propria vita all’armonia della Natura (il Tao), ottenendo così la vera Nobiltà dello Spirito.
Lo approfondiamo in questa rubrica curata da Alessandro Zanconato, autore del libro “Il morso che spezza” (ed. Passaggio al Bosco).


FORZA EDUCATRICE

Tempo di educare: vantaggiosa la fermezza, fortunato non dipendere da casa; utile attraversare un grande corso d’acqua.

Il compito del moderno educatore non è di disboscare giungle, ma di irrigare deserti.

(C. S. Lewis)

ESAGRAMMA 26 

L’esagramma 26 (Tà Tc’iú) esprime con l’immagine del Monte (trigramma superiore) che frena il Cielo (la forza creatrice, trigramma inferiore) l’essenza stessa dell’autentico processo educativo: plasmare e modellare gli istinti vitali dell’educando senza reprimerli, ma incanalandoli verso una forma spirituale fondata su un ordine interiore autocosciente. Il termine Tc’iú significa “grande, forte”, ma anche “domestico, addomesticato”: questa polisemia indica che l’educazione consiste in un “addomesticamento” delle pulsioni più forti da  parte di un’“energia dominatrice” superiore e razionale, che proviene dall’educatore, dalla guida. Naturalmente – come condizione preliminare a tale lavoro di addomesticamento – deve esservi la presenza, nel Maestro, di una superiore profondità spirituale: una caratteristica, questa, che rende assai difficile il reperimento di individui così dotati in tempi oscuri e difficili come i nostri.

(…)

Una Montagna circondata dall’azzurro del Cielo simboleggia l’austera serenità del Saggio che l’oscurità dell’età presente e le incomprensioni delle masse non riescono a scuotere: egli rimane saldo nella sua missione di educare con forza coraggiosa le genti, illuminandole e guidandole al Bene. La fermezza della capacità domatrice degli istinti delle masse si coniuga allo splendore che promana da un’interiorità ricca e sovrabbondante.

Come un monte inamovibile, il Maestro non si scoraggia e persevera, se necessario nuotando controcorrente, e insieme preserva in sé, incontaminata, la fresca sorgente della propria sapienza ancestrale, tersa come il cielo estivo. Come afferma un’altra grande voce magistrale della tradizione cinese, il Tao te Ching di Lao Tze, che dal Libro dei Mutamenti ha tratto linfa vigorosa: “Il Santo è vestito di bigello, ma porta la giada sul petto”