• IL SENTIERO DELLA VITA NOBILE • Il Mondo Sacro e il mondo profano – 6

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tratto dalla rivista Raido n. 36

Tutti noi siamo stati abituati a discernere tra le cose sacre e quelle cosiddette profane – cioè fuori dal tempio; questa differenza ha dato il via ad una divisione allargata tra il mondo Sacro e quello profano.

Per mondo Sacro intendiamo una società in cui ogni attività umana rimanda all’alto, all’elevazione, in cui ogni azione dell’uomo o impegno, anche del cosiddetto tempo libero, è un’armonica lotta tra lo sforzo di superarsi e la gioia di esprimersi.

Tutta la vita è ordinata secondo ritmi naturali e tutti gli esseri marciano uniti verso il cielo come tante onde, in fase tra di loro, che si sommano dando vita ad un’onda di ampiezza infinita. Nel mondo del sacro ogni elemento è una nota che contribuisce a dar vita alla grande opera musicale di un compositore di nome Dio.

Massima espressione e garante della sacralità è lo Stato, fondato sull’auctoritas, che è organico – perché coinvolge tutti quanti nella partecipazione alla realizzazione del bene comune, e anagogico – perché nobilita e spinge verso l’alto l’uomo che vi appartiene.

All’interno dello Stato Tradizionale la Guida riveste un’importanza fondamentale, poiché distribuisce le risorse e dà ad ognuno ciò che gli spetta e che gli è necessario per esprimersi al meglio; in tale funzione è lui il vero servo, perché si dona interamente agli altri.

Per capire quanto detto, immaginiamo di dover descrivere come funzionano le cose in una nave. All’interno della nave ognuno ha un posto in virtù delle sue capacità; se nella nave c’è un buon Capitano che conosce i propri uomini allora sa chi è più adatto a fare certi lavori piuttosto che altri; metterà a remare gli uomini più forti, di vedetta i più scaltri e veloci, etc. Se ognuno farà il proprio dovere, non solo si qualificherà e perciò realizzerà la propria natura, ma farà anche in modo che la nave possa andare a gonfie vele lungo la rotta.

Lo Stato Tradizionale è proprio come una nave in cui – però – l’obiettivo da raggiungere, la tensione, non è verso una terra ma verso l’alto, verso Dio. Ogni uomo in ogni piccola attività è chiamato a  contribuire a questo fine, perciò non esiste in tale organismo la differenza tra Sacro e profano, tutto è Sacro perché ogni cosa è orientata ad esso.

La società medioevale, tanto bistrattata, può essere considerata un modello pratico che rispecchia lo Stato di cui parliamo. Tutto era armonia… L’artigiano sapeva che ciò che produceva era qualcosa di particolare e non un oggetto identico ad altri milioni, e sentiva unico ed importante il proprio lavoro.

I cavalieri si addestravano e lottavano per proteggere quel piccolo paradiso in terra, gli uomini religiosi guidavano le anime e le coscienze mantenendo vivo il centro, il cuore pulsante di quella società. Il ritmo di vita era scandito dal suono delle campane nella giornata e dalle feste religiose durante l’anno: ogni cosa aveva il suo tempo. Tutto era imbevuto di sacralità, e dunque non esisteva alcuna divisione tra mondo sacro e profano. L’amore, le feste, il vino, le guerre, tutto aveva un senso preciso.

Possiamo considerare che la separazione tra sacro e profano cominci ad affermarsi in seguito ad una crescente degenerazione culturale e politica. Le tappe principali di questa caduta possono essere identificate in rinascimento-umanesimo, positivismo, liberismo, materialismo, evoluzionismo e psicoanalisi.

Con l’avvento del rinascimento prima e dell’umanesimo dopo, l’attenzione dell’uomo si sposta sulla ragione, il massimo teorico di tale trasformazione sarà Cartesio che definirà l’essere umano una res cogitans (cosa pensante).

Crolla l’unità politica (l’Impero), si perde l’armonia sociale ed il sapere si disgrega; la scienza esige indipendenza dalla fede e la filosofia dalla teologia. Non si cerca più il Vero, ma il nuovo. Con l’avvento del positivismo e del liberismo l’economia assume sempre maggiore importanza nella vita ordinaria delle nazioni, fino a diventarne il principio: nasce una nuova concezione dello Stato, come contratto sociale. Dalla ragione l’attenzione si sposta ai semplici bisogni fisici, al liberalismo subentra il comunismo, ed al positivismo segue la psicoanalisi e l’evoluzionismo.

La stessa concezione dell’essere umano cambia: l’uomo non è più una creatura di origine Divina, il cui scopo è tornare ad essere ciò che era in origine (anche attraverso il dominio dei propri istinti), ma una scimmia pensante che deve seguire i propri impulsi vitalistici.

Con l’avvento del materialismo ci si illude di poter creare un mondo perfetto ma come scrive Benedetto XVI nell’enciclica Spe Salvi -“l’uomo non è solo il prodotto di condizioni economiche e non è possibile risanarlo solamente dall’esterno creando condizioni favorevoli”.

Da un mondo orientato al Sacro ed imbevuto di esso si giunge ad una realtà che, dove può, nega la Verità e la Vita; la sapienza viene etichettata come fenomeno psicologico ed un affare privato, nulla più è ordinato verso l’alto, tutto il mondo antico crolla.

Nella terra dove Dio è morto non restano che impulsi, istinti, apparenze… è la nascita del mondo moderno… nella nostra nave in preda alla tempesta i mozzi sono diventati capitani e la rotta è ormai perduta.