Giovani (quasi) morti. I “millennials” moriranno prima e peggio: perché?

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(a cura della Comunità Militante Raido)
Si stava meglio quando si stava peggio“?
Forse è davvero così se i nostri attuali giovani (25/30 enni) moriranno prima e peggio della generazione precedente. 
I motivi sono presto detti: malattie del benessere (depressione, ansia, etc.) e condizioni di vita assolutamente precarie (lavoro, stabilità economica e sociale etc).
Siamo davvero sicuri che, come nella logica progressista e ottimistica propria alla modernità, il futuro è sempre e comunque meglio del passato?

(tratto da www.greenme.it) – I millennials (classe 1981-1996) sono destinati ad ammalarsi di più, a morire prima e ad essere più poveri

Pessime notizie per i millennials, ossia la generazione nata tra gli anni ’81 e ’96. Secondo uno studio americano, rispetto alla generazione precedente (la cosiddetta generazione X), saranno decisamente più sfortunati: oltre ad avere meno disponibilità economiche, si ammaleranno di più e vivranno meno.

E’ da poco uscito negli Stati Uniti uno studio che prende in considerazione la salute, l’aspettativa di vita ma anche le risorse finanziarie e lo scenario economico dei cosiddetti millennials (o generazione Y), ossia coloro che sono nati dagli anni ’80 fino alla metà circa degli anni ’90. Una generazione che, almeno apparentemente ha avuto tutto: maggiori possibilità a livello culturale, sanitario ed economico e che si è trovata alle prese con le nuove tecnologie.

Una generazione che dovrebbe quindi essere più informata e consapevole su alcuni temi come la prevenzione, l’importanza dello stile di vita, dell’alimentazione e dell’attività sportiva.

Eppure, secondo lo studio opera della Blue Cross Blue Shields Association, quello che aspetta questa generazione non è affatto un futuro roseo. I risultati sono stati ottenuti analizzando una serie di dati provenienti da fonti ufficiali come istituzioni ed enti di sanità ma anche da precedenti studi scientifici.

Si parla nello specifico di millenials americani ma la situazione, forse, non è così diversa neppure nel nostro paese.

Il problema sta nella qualità della salute e nell’aumento dei costi previsti nei prossimi anni. Sostanzialmente il report presenta due possibili scenari futuri: la proiezione di base, ossia quello che si devono aspettare i millennials che da subito cercano di raddrizzare lo stile della propria vita, e la proiezione avversa.

Nello scenario peggiore, ossia quello in cui perseveriamo nelle nostre pessime abitudini, lo studio evidenzia un maggior rischio, per i nati in quegli anni, di avere problemi di ipertensione e colesterolo alto arrivando, nei casi peggiori, a ritrovarsi alle prese con un infarto.

Rischiano tanto anche in quanto a disturbi di tipo mentale (depressione e ansia in primis) ma anche iperattività e abuso di sostanze di vario genere: alcool, droghe, fumo.

La sedentarietà poi, ancora troppo diffusa soprattutto negli Stati Uniti, unita tra l’altro all’abitudine di mangiare nei fast food, dà inevitabilmente il colpo di grazie alla salute di questi giovani che stanno ormai crescendo (è arrivata ormai anche la generazione Z).

Secondo lo studio, la mortalità dei nati durante la generazione Y è addirittura del 40% maggiore rispetto a quella della generazione X alla stessa età.

Maggior problemi di salute si traducono anche in una maggiore spesa, sia per le persone che per il sistema sanitario. E’ per questo che i millennials sono sempre più poveri e ciò è ancor più vero in una società come quella americana dove la salute è esclusivamente a pagamento.

Non possiamo far altro che cercare di virare verso uno stile di vita migliore, finché siamo in tempo!