Lo dice pure Greta: gli scioperi sono pagliacciate!

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La “giovane combattente climatologa” Greta Thunberg si lamenta: “dopo un anno di scioperi non è successo nulla”. Ma davvero? Veramente? Lo sciopero quindi non serve a nulla? Fare scioperare migliaia, milioni di ragazzi ogni venerdì mattina, permettendogli di fare un bel fine settimana lungo, non è davvero servito a niente nella battaglia climatica di Greta & co.? Questa è una vera sorpresa per tutti. O almeno, per tutti ma non per noi. Dopotutto cosa ci si può aspettare da un “movimento” nato per lucrare sul clima, per vendere libri e creare attenzione mediatica verso i partiti “verdi” che hanno partecipato alle ultime elezioni europee? Di Greta ne abbiamo già parlato, ma riteniamo necessario ribadire che il risanamento del clima, come altri innumerevoli problemi di questo mondo, dovrà iniziare dal cuore dell’uomo.
Rispettare e ripulire noi stessi dalle scorie di questo mondo, per curare ed amare tutto ciò che ci circonda.

(tratto da www.ansa.it) – Clima: Greta: ‘Dopo un anno scioperi ancora nessun risultato’
Prenderà parte alla protesta di Fridays for Future che partirà dalla stazione Atocha

“Stiamo scioperando da un anno ma non è successo ancora nulla. Si sta ignorando la crisi climatica e finora non c’è una soluzione sostenibile. Non possiamo continuare così, vogliamo azione e subito perché la gente sta soffrendo e morendo per questa emergenza climatica, non possiamo aspettare ancora”. Lo ha detto l’attivista svedese Greta Thunberg in una conferenza stampa a Madrid dove è in corso la Cop25, la Conferenza mondiale Onu sui cambiamenti climatici.

“Credo e spero sinceramente che dalla Cop25 venga fuori qualcosa di concreto, e più consapevolezza collettiva, in modo che tutti si accorgano dell’urgenza” del problema del cambiamento climatico. Così Greta Thunberg ha risposto ad una delle domande dei giornalisti, nel pomeriggio, prima della marcia per il clima dei giovani di Friday for future a Madrid. “Dobbiamo spingere per avere ciò di cui abbiamo bisogno in futuro” e gli Stati “non possono nasconderlo né ignorarlo”. La giovane attività svedese ha ribadito che gli Stati “non devono ascoltare me prima di altri. Io sono solo un’attivista climatica, una piccola parte di un movimento grande” ha aggiunto rispondendo ad un’altra domanda invitando i giornalisti a non rivolgersi solo a lei ma anche ad altri tre attivisti accanto a lei di altre nazionalità.

E’ arrivata a Madrid, dopo un viaggio notturno in treno partito da Lisbona, la giovane attivista svedese Greta Thunberg. La giovane attivista si unirà questo pomeriggio alle 18 allo sciopero globale per il clima che partirà dalla stazione Atocha. In un tweet ieri aveva ricordato che oggi c’è il nuovo sciopero globale (il quinto da quando si è formato FFF) e aveva dato appuntamento ai ragazzi di Madrid. Ad attenderla alla stazione alcuni giornalisti e media televisivi. La sedicenne che ha ispirato il movimento ambientalista Fridays for future (FFF) parteciperà alla Conferenza dell’Onu sui cambiamenti climatici che si è aperta lunedì scorso a Madrid e si concluderà venerdì 13 dicembre.

Rientrata martedì scorso in Europa, a Lisbona, dopo la traversata atlantica in catamarano dagli Usa, Greta è a Madrid per scuotere i 196 Paesi partecipanti alla Cop25 ad un’azione urgente contro il riscaldamento globale. Come l’anno scorso alla Cop24 di Katowice in Polonia, il suo discorso è molto atteso. Oggi, prima di marciare assieme ai giovani spagnoli per sensibilizzare le coscienze sui disastri provocati dai cambiamenti climatici, Greta ha in programma una conferenza stampa con altri giovani attivisti alle 16:30 a “La Casa Encendida”.

La giovane attivista – che viaggia a emissioni zero – era partita per gli Usa in settembre con il veliero di Pierre Casiraghi per partecipare al vertice sul clima a New York per poi trasferirsi in Cile per la Cop25. Ma la Conferenza delle parti è stata dirottata a Madrid per disordini nel Paese sudamericano. Quindi la sedicenne svedese, che ha preso un anno sabbatico dalla scuola ed è accompagnata dal padre in questo viaggio, ha trovato “un passaggio” per rientrare in Europa a bordo del catamarano di 48 piedi “La Vagabonde”, ospite di una coppia australiana di YouTuber.

E’ riuscita ad approdare a Lisbona in tempo per partecipare sia alla marcia, oggi, sia alla Cop25. Nell’agosto dell’anno scorso, Greta aveva cominciato il suo “sciopero per il clima” – come è scritto a mano su un cartello che porta sempre con sé alle manifestazioni – non andando a scuola ogni venerdì per protestare davanti al Parlamento di Stoccolma e sollecitare interventi per tagliare i gas a effetto serra che sono, secondo gli scienziati, la causa principale dei cambiamenti climatici e dei conseguenti eventi climatici estremi.