Viva l’elettrico? Ma è pericoloso e taglia posti di lavoro

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L’enorme macchina propagandista pseudo-ambientalista rivela ogni giorno di più il suo (vero) volto. Non è tanto con la Greta di turno che ce l’abbiamo, ma con chi dietro di lei ne manovra le azioni. Perché l’obiettivo è sempre più chiaro: creare un movimento di opinione che convinca tutti dell’inesorabilità dell’elettrico come unica alternativa all’uso degli odiati idrocarburi. Lo dimostra – fra le tante prove a supporto – il fatto che, nel giro di poco, la transizione verso l’elettrico costerà 10mila posti di lavoro solo per Audi e Mercedes, ma sappiamo bene che l’industria automobilistica è decisamente più ampia e gli scenari potenziali sono, quelli sì, cataclismatici in termini occupazionali. Senza considerare i forti rischi per la sicurezza, vista la potenza notevole delle batterie elettriche di questi veicoli.
Cui prodest? All’industria automobilistica in primis, che ha ormai saturato ogni mercato locale con veicoli che non sanno più a chi vendere ma che sono costretti a produrre ogni giorno. E allora quale miglior occasione se non quella di creare una immediata obsolescenza programmata mondiale, per rinnovare il parco auto globale? Ovviamente, convincere il mondo di quanto è bello e buono l’elettrico è possibile solo con un forte movimento di opinione, che ci convinca di quello che sappiamo già: il mondo è inquinato. E, grazie a questa leva emotiva, che dobbiamo mettere mano al portafoglio e indebitarci comprando auto elettriche. Auto che, detto per inciso, sono iper-connesse e che sono potenzialmente l’ennesima briglia che ci lega a chi gestirà da remoto tutta la mobilità elettrica (…scordatevi i cari e romantici “Diari della motocicletta” per capirci).
Ma, come abbiamo già scritto ne “Il Dispaccio”, il problema non è fare-di-meno, bensì fare-a-meno, cioè sviluppare in noi l’attitudine al governo di sé, il gusto sobrio per il rispetto dei limiti e del sano auto-controllo che è fortificazione del carattere anzitutto e, quindi, della natura.

(tratto da it.businessinsider.com) – Choc nell’industria dell’auto: Audi e Mercedes tagliano 10mila posti di lavoro per la transizione verso l’auto elettrica
Mercedes-Benz ha annunciato che taglierà circa 10.000 posti di lavoro. La decisione del gruppo tedesca è spiegata dalla necessità di tagliare i costi per finanziare, almeno in parte, il passaggio alle auto elettriche. La mossa arriva a stretto giro dopo che la rivale Audi ha dichiarato che avrebbe tagliato 9.500 dei suoi 61.000 posti di lavoro in Germania per la stessa ragione. “Lo sviluppo verso una mobilità neutrale in termini di CO2 richiede ingenti investimenti – hanno spiegato da Mercedes – motivo per cui Daimler ha annunciato a metà novembre che avrebbe lanciato un programma per aumentare la competitività, l’innovazione e la forza degli investimenti”, ha affermato la società. “Parte di questo programma è ridurre i costi del personale di circa 1,4 miliardi di euro entro la fine del 2022 e, tra le altre cose, di ridurre il numero di posizioni dirigenziali in tutto il mondo del 10%”.