Combattere la bestemmia, come Maria

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In questi giorni l’occasione della Festa cristiana dell’Immacolata Concezione e del Natale ha dato spunto a diverse manifestazioni di avversione, derisione e ludribio della figura di Maria, del Bambin Gesù e della stessa Immacolata Concezione. Infatti, locandine e comunicati stampa di “feste” organizzate da centri sociali e circoli “culturali” hanno rappresentato bestemmie e vilipendi per richiamare la partecipazione dei loro bestiali avventori abituali. Così, dalla festa della “immacolata contraccezione” alla “immacolata sovversione – festival transfemminista”, passando per presepi oltraggiosi, un’orda informe e deforme di compagni, atei, materialisti, radical chic, avanzi da rave, erotico-confusi, lgbtq, satanisti e feccia assimilabile hanno manifestato tutto il loro odio verso il Sacro mediante queste iniziative di raccolta e incontro.
Tutto ciò potrebbe sembrare una provocazione per far adirare e scandalizzare i cattolici, ma lo è solo in parte, dal momento che tali spregevoli figli del niente in realtà hanno – proprio e veramente – bisogno di manifestare questo odio, hanno la necessità impellente e innegabile di inscenare queste terrificanti operazioni. Dunque, più che ordire una provocazione, essi rispondono a un richiamo interiore: l’odio per il Sacro che rode nell’anima.
Ma d’altra parte, anche questi individui fanno parte della Manifestazione e, se ci ricordiamo che il tempo che siamo chiamati a vivere è proprio quello dell’oscuramento, della derisione e dell’eclissi del Sacro, capiamo bene che ‘così è perché così deve essere’ e che anche loro svolgono un ruolo, compiono una funzione che concorre al Tutto. Ruolo infame – di cui nemmeno sono coscienti, nella maggior parte dei casi – ma che qualcuno deve ricoprire. E guai a chi lo ricopre, sia chiaro.
Chiunque mantenga, invece, ancora il senso del Sacro, in questo kalj-yuga che imperversa, in questa era oscura, non può che rimanere colpito da questi episodi sacrileghi e blasfemi: resta quasi incredulo di fronte a tanta cattiveria e a tanto odio verso una figura nobile e accogliente come quella della Madonna. Non ci si può capacitare, di primo acchito, del fatto che un individuo possa “partorire” tanta avversione e tante nefandezze. Ciò, a prescindere dalla propria religione o via, a prescindere dalla religione professata: cattolici, ortodossi, musulmani e chiunque appartenga a una religione legittima – se pienamente coscienti del Sacro che trascende le religioni – comprendono la bestialità in atto.
Oltre il disprezzo, ammettiamolo, se un minimo di senso della Giustizia permane in noi, queste bestemmie di odio sprigionano in noi un – pari – sentimento di odio e di disprezzo, di profonda ostilità verso questi individui: è naturale e istintivo, quando viene messo a repentaglio ciò che più viene percepito come importante e centrale nella propria vita, il Sacro. Non può esserci indifferenza, a meno di non essere assimilabili ai danzanti della festa della morte.
Ma allora come considerare questo odio che nasce in noi, quando vediamo cotanta cattiveria verso la Madonna?
Lasciamo a Julius Evola le parole illuminanti per indicarci il contegno da tenere: “Pietà, paura, speranza, impazienza, ansia – sono tutti sfaldamenti dell’animo, che vanno a nutrire poteri occulti e vampirici di negazione. Prendi la compassione: non rimuove nulla del male altrui, ma fa che esso conturbi il tuo animo. Se puoi, agisci, assumi la persona dell’altro e comunicagli la tua forza. Se no, staccati. Così pure l’odio: odiare degrada. Se vuoi, se giustizia vuole in te, abbatti, stronca, senza che il tuo animo si àlteri”.
Dunque, occorre evitare di farsi ‘coinvolgere’ nell’odio dall’odio del demonio. Perché significa dargliela vinta e cedere di fronte alle sue provocazioni, che proprio l’odio vogliono suscitare. Significa farsi coinvolgere emotivamente, significa subire le striscianti armi della sovversione e del caos, cedere alla trappola ordita da Lucifero, dallo Shaitan che afferma sugli uomini li insidierò lungo la retta via poi li assalirò davanti, dietro, a destra e a sinistra (Corano, Sura 7, 12 e ss.).
A tal proposito, se proprio la Madonna viene offesa, è proprio dalla stessa Madonna che dobbiamo apprendere come combattere i nemici del Sacro. E’ Lei che ci insegna come opporsi fermamente e inesorabilmente ai nemici dell’uomo. Così, possiamo guardare – contemplando e meditando – alla figura di Maria Vergine come generalmente rappresentata nell’iconografia cristiana – ma non solo – per cogliere dalla sua figura e dal suo contegno la giusta indicazione di lotta: ritta e serena, lucente e fiera, nobile e pura, Maria calpesta la serpe, ne schiaccia il cranio e la serpe è ferma, bloccata, agonizzante. Ella non è turbata, il suo corpo è eretto e fiero, rasserenante e accogliente, così pieno della contemplazione del Divino. Maria non è “coinvolta” emotivamente nel suo gesto fatale, il suo sguardo mira altrove e non tradisce emozione. Non digrigna i denti, non si abbassa a ira e sdegno: schiaccia il cranio della serpe con fare al tempo stesso armonioso e implacabile. Maria fa quel che deve fare. E la serpe torna alla sua realtà: un subdolo animale strisciante che nulla può su un essere puro e immacolato che, senza patemi né tormenti dell’animo, ne decreta la fine, la “abbatte, la “stronca”. Dunque, altrettanto sia per chi onora il Sacro: di fronte a tali serpi, di fronte a bestemmie e offese a Dio, la risposta e il contrattacco saranno ispirati alla Vergine, risolutori e vittoriosi, senza sfaldamenti del sentimento e del trasporto interiore. Freddi, lucidi e impassibili.
D’altra parte, nel Regno di Dio non c’è l’odio e gli aspiranti alfieri della Tradizione dovranno “abbattere, stroncare” senza che l’animo si alteri. Per giustizia, inesorabilmente.