Segni dei Tempi (ultimi): il Polo Nord si sta spostando

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In tutte le tradizioni, i cosiddetti “tempi ultimi” vengono descritti come caratterizzati da enormi eventi cataclismatici. Non sempre trattasi di eventi materiali, bensì di analogie e simboli atti a far comprendere la condizione totalmente rovesciata che l’uomo vive, anzitutto nel suo cuore. Eppure, alcuni segni visibili sono così comprensibili e macroscopici che non possono essere che in relazione con questa fase storica e metastorica. Uno di questi è il progressivo spostamento del Polo Nord, l’asse immutabile che da sempre ha governato il mondo e, come indoeuropei, ha da sempre rappresentato il faro cui orientarsi. 
Il polo nord magnetico, in realtà, non ha una collocazione definitiva ma è in perenne movimento, tuttavia negli ultimi 20 anni si è caratterizzato per spostamenti sempre più veloci e sempre meno prevedibili. Oggi va allontanandosi di 55 chilometri all’anno e senza dare segni di rallentamento.  

(tratto da www.repubblica.it) – Il polo nord magnetico ‘scappa’ verso Nord, navigazione a rischio. Il polo nord magnetico ‘scappa’ verso Nord, navigazione a rischio
Ha attraversato il meridiano di Greenwich, dirigendosi verso la Siberia. La migrazione potrebbe mandare in tilt le app e i sistemi per la navigazione marittina. Alcuni esperti ipotizzano l’inversione tra polo nord e polo sud, avvenuta 780mila anni fa
La ‘fuga’ del polo nord magnetico verso la Siberia continua a preoccupare gli scienziati di tutto il mondo. Il fenomeno sotto osservazione da mesi rischia di mandare in tilt le app negli smartphone nonché la navigazione marittima e aerea basata su programmi militari e civili.
Il fatto è che il polo nord magnetico è il punto della superficie terrestre dove le linee di flusso del campo geomagnetico, creato dal ferro fuso che si muove nel nucleo del pianeta, sono perpendicolari al suolo e dirette verso il terreno. Dalla sua posizione dipendono infatti le regolazioni di bussole e di sistemi di navigazione.
Il polo nord magnetico – a differenza di quello geografico – non ha una collocazione definitiva ma è in perenne movimento, con spostamenti sempre più veloci e sempre meno prevedibili. Così, dopo avere gironzolato per secoli nell’artico canadese con minimi spostamenti, dagli anni Novanta si è mosso a un ritmo senza precedenti, allontanandosi di 55 chilometri all’anno e senza dare segni di rallentamento.
Quest’anno, il nord magnetico ha attraversato il meridiano di Greenwich, dirigendosi verso la Siberia. Uno scarto che ha costretto i ricercatori – per la seconda volta in un anno – ad aggiornare il World Magnetic Model, un documento elaborato dalla statunitense National Oceanic and Atmospheric Administration e dalla British Geological Survey che – assieme ai dati forniti dai satelliti – è alla base dei sistemi di navigazione moderni.
Ci sono grossi problemi pratici creati da questo movimento, che costringe ad esempio ad aggiornare i numeri sulle piste di atterraggio, riferiti alla posizione rispetto al nord magnetico. Ma a inquietare gli scienziati sono anche le motivazioni ‘sotterranee’ di questo fenomeno, provocato dai flussi di ferro liquido che scorrono 3.000 chilometri sotto la superficie terrestre. Peraltro il nuovo modello ha anche confermato che il campo magnetico terrestre si sta indebolendo di circa il 5% ogni secolo. E – ricorda il Financial Times – di questo passo potrebbe invertirsi, inaugurando un’era di ‘caos magnetico’ con l’inversione fra polo nord e polo sud. E’ già successo periodicamente nella storia della Terra, l’ultima 780 mila anni fa, e gli scienziati ritengono che non saremmo lontani da una nuova inversione.

Peccato che questo ‘capovolgimento’ avrebbe conseguenze disastrose per le forme di vita sul nostro pianeta perché in quel caso scomparirebbe lo schermo assicurato dal campo magnetico e fino all’affermazione del novo equilibrio le creature e le infrastrutture tecnologiche sarebbero esposte alle micidiali radiazioni solari e cosmiche. Pochi geofisici prevedono una simile inversione nei prossimi secoli. Per il momento il dilemma resta la direzione e la velocità del nord magnetico. Cui si contrappone, peraltro, la quasi immobilità del polo sud magnetico.
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